Coronavirus, Malagò: «Il calcio non ha mai pensato di chiudere»

Malagò
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Il presidente del CONI torna a parlare di come lo sport italiano stia reagendo al Coronavirus e di cosa ci si aspettasse dalla Federcalcio

Lo sport italiano si è apparentemente arreso al Coronavirus: campionati annullati ed arrivederci al prossimo anno. Solo la Federcalcio sta cercando ancora di capire se ci siano i margini per ripartire in sicurezza. Questa cosa non è andata giù al presidente del CONI che, dopo aver avuto un’accesa discussione con Gravina, oggi al Secolo XIX ha rilasciato delle dichiarazioni importanti.

Malagò ha detto: «Io non ho sollecitato nessuno. I presidenti federali mi hanno detto che avrebbero interrotto, è nei loro diritti. Il calcio invece ragiona diversamente. Sono il primo a riconoscere la specificità del calcio e il diritto/dovere di cercare ogni strada per chiudere la stagione. Ma non hanno mai pensato a un’alternativa. Ha presente chi è Catia Pedrini? Ha detto che non potrà più permettersi l’ingaggio di Zaytsev dopo questa crisi e che per salvaguardare la società, parliamo di uno dei capisaldi della pallavolo, è disposta a lasciarlo andare nella prossima stagione. Morale? Invece di pensare al campionato o alle coppe, pensa a mettere in sicurezza il futuro. Perché il vero problema non è l’oggi ma il domani. Non assegnare gli scudetti sarebbe un gesto etico importante? Non mi permetto di parlare di etica. Ma è palese il bisogno di lasciare un segnale, è un sentimento molto diffuso tra la gente».

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