Lazio-Palermo, sfida tra presidenti: Lotito e Baccaglini istrionici imprenditori

lotito inzaghi
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Personalità e spirito imprenditoriale. Lazio-Palermo è anche la sfida di due dei più controversi presidenti della Serie A

LazioPalermo in campo. LotitoBaccaglini ai vertici. Stesso simbolo, stessa storia. Tempistiche diverse: quella della prima squadra della Capitale inizia 13 anni fa, quella a tinte rosanero è dei giorni nostri. Da una parte una squadra che prova a volare, dall’altra una che deve ricominciare da zero. Eppure tra i due personaggi c’è una coincidenza. Quale? Entrambi sono arrivati con lo scopo di salvare i club che, altrimenti, sarebbero scomparsi nel baratro del fallimento. Un crollo a cui era destinata la Lazio, lasciata dal presidentissimo Cragnotti con l’acqua alla gola. Una disfatta per il Palermo, abbandonata dal patron Zamparini nel pieno della tempesta.

LOTITO – È Luglio del 2004, a Roma l’aria e pesante e non solo per l’afa, le temperature sono roventi soprattutto in quel di Formello. La situazione della Lazio non è mai stata così precaria e la piazza attende solo colui che – almeno si crede – possa risollevarne le sorti. Un benefattore, ancora sconosciuto a molti, che più volte dichiarerà: «Ho preso la Lazio al suo funerale e l’ho portata in condizione di coma irreversibile. Spero presto di renderlo reversibile». Temperamento acceso, bilanci sempre alla mano, spirito imprenditoriale, ha fatto del “pagare moneta, vedere cammello” il suo marchio di fabbrica. Amante delle telecamere – davanti alle quali si è costruito un vero e proprio personaggio – spesso ostenta la sua cultura classica. I latinismi sono la sua arma preferita per sviare alle domande scomode dei giornalisti. Nonostante i tentativi, il presidente non è mai entrato nel cuore della tifoseria e la stessa non ha mai perso occasione per mostrarglielo. Cortei, manifestazioni, una frattura mai sanata. Un continuo braccio di ferro, una guerra senza segnali di pace. Solo lo straordinario lavoro di Simone Inzaghi è riuscito ad appianare i contrasti, riportando la voce sui gradoni della Nord. Ma il laziale non dimentica, la finestra di mercato sta per aprirsi e la Roma biancoceleste aspetta il ‘salto di qualità’. Quello che da troppi anni si rincorre e che il Sor Claudio non ha mai regalato. Senza contare quel posto dietro la scrivania a Salerno che i tifosi non hanno mai digerito. Una personalità controversa che però, tra cori e dissensi, ha portato nelle teche del centro sportivo romano 2 Coppe Italia ed 1 Supercoppa italiana. Nonostante i vari Alfaro, Makinwa, Bresciano, Novaretti, Postiga

BACCAGLINI – Il completo è lo stesso, a cambiare è la cravatta. Ora è rosa e si abbina perfettamente al nuovo ruolo. Da Iena a presidente del Palermo, è lo strano cambiamento di Paul Baccaglini, patron rosanero. Faccia irriverente ed impertinente, sotto alla vesti circa sessanta tatuaggi tra cui lo stemma del club siciliano subito sfoggiato nella conferenza di presentazione. Una mutazione che lo ha lo portato da uomo di spettacolo a uomo d’affari. Nasce in America, ma nelle vene gli scorre sangue italiano. La carriera di show man inizia per gioco e prosegue tra radio e televisione, il trucco sta nel non prendersi troppo sul serio e continuare a coltivare quella passione per la finanza che è quasi ingombrante. La stessa passione che lo porta alla guida dell’Integritas Capital e ad aggirarsi tra gli uffici di Viale del Fante. Un alone di mistero ed interrogativi aleggia attorno al capitale a disposizione, nessuno conosce le cifre dell’operazione, ma sulla carta i progetti sono lungimiranti ed ambiziosi. Salvare il Palermo e poi trascinarlo fino all’Europa dei grandi, uno stadio personale e una campagna marketing per riempire le casse. Tutto bello, se non fosse che dall’estero continuino a rimbalzare nomi di società gemelle, società inattive o con capitale minimo e insufficiente. Lui si rintana nel “stiamo lavorando sull’intero portafoglio Zamparini, ma è complesso e dobbiamo garantire la privacy” – o almeno così dichiara a Il Fatto Quotidiano. Tra le vie della città resta lo scetticismo, quello che Paul cerca di scacciare a suon di sorrisi e strette di mano e che dispensa mentre si aggira tra il banco del pesce con pane e panelle.