Lazio travolgente, ma quel blackout…

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L’analisi dal punto di vista tecnico-tattico di Pescara-Lazio, incrocio tra due ex del passato biancoceleste: Massimo Oddo e Simone Inzaghi

Coppa Italia alle spalle, così come i festeggiamenti per la semifinale raggiunta. Torna il campionato e c’è bisogno di stare sul pezzo; questo era il credo di Inzaghi e questo è stato recepito dalla squadra. Uno-due nel giro di quattro minuti e Pescara K.O. dopo un quarto d’ora. Così sembrava e invece una partita in discesa, è stata rimessa in salita da qualche disattenzione di troppo e dai soliti errori di superficialità. Approccio giusto, gestione pessima. Lazio in controtendenza con quanto fatto vedere negli ultimi tempi, dato che questa volta la spina è stata staccata nel primo tempo e non nel secondo. Il livello dell’avversario e l’apparente facilità della partita, hanno portato i biancocelesti ad un atteggiamento rilassato dopo i primi due gol e questo poteva costare caro. L’Adriatico si era trasformato in una bolgia, dopo aver contestato per tutto il tempo e allora Inzaghi con grande saggezza chiede ai suoi di proteggere il pareggio fino al 45’ per poi riordinare le idee negli spogliatoi. Quindici minuti per analizzare qualche errore e rimettersi in carreggiata. Quindici minuti per tornare la Lazio letale di sempre. Quattro gol nella ripresa e reazione da grande squadra. Anche quando il risultato era acquisito si cercava sempre di andare in rete, come a voler mostrare di aver imparato la lezione, perché gli errori si possono commettere, l’importante è saper imparare da questi.

CONSAPEVOLEZZA – Senza troppi fronzoli, la Lazio arriva nei 16 metri avversari, riuscendo spesso a creare occasioni pericolose. Nei calciatori c’è la percezione di essere diventati un grande gruppo, in grado di poter raggiungere grandi traguardi. Ad inizio stagione la squadra peccava spesso di eccessiva umiltà, mostrando in molti frangenti il cosiddetto “braccino corto”, ora invece, i biancocelesti hanno delle certezze e delle convinzioni maggiori: la manovra spesso parte dal basso, dove a far partire l’azione sono i due centrali che non si esimono mai da compiti di impostazione. La coppia de Vrij-Hoedt, regala ad Inzaghi delle sicurezze sotto tutti i punti di vista e non è un caso che nelle ultime settimane, i centrali di difesa non sono stati mai cambiati. I due olandesi si trovano alla perfezione, complice anche l’affinità dal punto di vista comunicativo. In pratica in difesa come negli altri reparti, la squadra ha acquisito una solidità ed una concretezza, frutto del lavoro e della crescita di alcuni interpreti. Altra ottima prestazione di Milinkovic, sempre fondamentale nelle economia del gioco, così come Parolo, vero mattatore di giornata. L’ex centrocampista del Parma è in netta crescita nelle ultime settimane e a testimoniarlo non sono i 4 gol di oggi, bensì le occasioni fallite contro Chievo e Inter. Il miglioramento dei due interni è dovuto anche e soprattutto al livello delle prestazioni di Lucas Biglia, vero e proprio leader in mezzo al campo e anche fuori. L’argentino ha virtualmente firmato il rinnovo a vita con la Lazio, sente questa maglia sua e inizia a prendersi le giuste responsabilità: da persona matura ed intelligente, ha catechizzato il vivace Keita invitandolo ad atteggiamenti più lineari e meno fuori dalle righe. Episodi che non fanno male, anzi, sono l’esempio lampante di un gruppo più maturo che lavora per essere sempre più unito.

FUTURO IMMEDIATO – Il doppio derby occupa un posto privilegiato nella testa di tutti, ma il futuro è adesso e si chiama campionato. La Lazio si è ripresa il quarto posto a discapito dell’Inter e deve prepararsi in vista del big-match contro il Milan. Bisogna restare concentrati sull’obiettivo, ossia conquistare l’Europa, con un pensiero sempre rivolto alla più prestigiosa Champions LeagueNapoli e Roma in questo momento hanno quel qualcosa in più, che le permette, seppur con qualche incidente di percorso, di avere un cospicuo vantaggio sul gruppo delle inseguitrici che vede in testa la Lazio.
I ragazzi di Inzaghi dovranno difendersi dalle milanesi e dalla Fiorentina in netta crescita, così come dalla sorpresa Atalanta. L’ambizione del tecnico come quella di tutto il gruppo, è raggiungere il terzo posto, ma in questo campionato così equilibrato nella zona europea, anche arrivare quarti vorrebbe dire aver compiuto un’annata strepitosa. I prossimi impegni diranno molto, soprattutto la sfida di lunedì contro il Milan reduce da tre sconfitte consecutive. Poi ci saranno Empoli e Udinese, prima del tanto atteso derby d’andata. Per buttarsi a capofitto nella stracittadina c’è ancora tempo. Vedendo il calendario, c’è la possibilità di fare filotto nelle prossime gare, ovviamente tutto dipenderà dallo scontro diretto con i rossoneri. Le ultime due vittorie hanno permesso alla Lazio di lottare su due fronti per obiettivi importanti. Inzaghi e i suoi ragazzi non sono più una sorpresa e si stanno consacrando come una bella realtà. Nel prossimo mese si scoprirà la reale dimensione della squadra, che per diventare grande una volta per tutte, ai prossimi esami di maturità, dovrà rispondere presente.

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