Lazio, è già papu-dance ma Inzaghi non balla…

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Alejandro Gomez schianta il Frosinone e balla la papu-dance, l’argentino resta il sogno proibito di Inzaghi e della Lazio

Chissà cosa avrà pensato mentre il Papu Gomez si sbarazzava del Frosinone con una doppietta. Non bastava il calendario ostico o il ko bruciante con il Napoli, il week-end calcistico di Inzaghi è proseguito annegando nei rimpianti di mercato, in quello che poteva essere e non è stato. Simone non avrà preso sonno ripensando a quella rigidità nei confronti degli ultratrentenni adottata dalla società, per due estati ha insistito, ha spinto per la candidatura del Papu Gomez. Il nome dell’argentino è rimbalzato ripetutamente dalle parti di Formello dopo l’addio di Felipe Anderson; il brasiliano è volato a Londra dopo un lungo tira e molla tra la Lazio e il West Ham. Prima un guizzo, poi un tracciante sul palo lontano e a Bergamo si può ballare sulle note della papu-dance. Inzaghi non può unirsi alla festa, il funambolo argentino è rimasto all’Atalanta e il tecnico piacentino deve lavorare con ciò che Tare gli ha messo a disposizione.

BALLA CON EL TUCU – Non si possono spendere 15 milioni per un trentunenne. Una convinzione condivisa da Tare e Lotito, un diktat al quale Simone Inzaghi si è dovuto piegare. Negli anni il modus operandi della Lazio è rimasto costante: acquistare calciatori agli albori della carriera, valorizzarli e trasformarli in campioni destinati a generare enormi plusvalenze. L’ultimo esempio è Milinkovic-Savic, il serbo si è affermato all’ombra del Colosseo ed ora, nonostante la conferma per questa stagione, è pronto ad iscriversi nelle attività di bilancio della società romana generando una mega-plusvalenza. Percorrendo questa linea il ds Tare ha ingaggiato dal Siviglia, a titolo definitivo, Carlos Joaquín Correa – soprannominato El Tucu – per 16 milioni più 3 di bonus. Il fantasista argentino ha 24 anni e possiede ancora ampi margini di miglioramento, una futura rivendita a cifre superiori non è difficile da pronosticare.

L’ECCEZIONE – Sì, c’è un’eccezione. Si chiama Francesco Acerbi. 31 anni anche per lui ma un’eredità pesante da raccogliere, quella di Stefan De Vrij. Nella scorsa stagione la Lazio ha subito 49 gol, per un club che aspira alla Champions League sono un’enormità, avere la decima difesa del campionato non ti porta nell’Europa che conta. Simone Inzaghi lo ha capito ed ha preteso in estate un difensore pronto, chiedendo a Lotito uno sforzo economico per non far rimpiangere l’olandese finito all’Inter. Il tecnico laziale è stato accontentato: Tare ha acquistato Acerbi per 12 milioni blindando la difesa. Investire 15 milioni anche su Gomez per il ds albanese sarebbe stato davvero troppo. Simoncino di certo non avrà pensato la stessa cosa durante l’exploit dell’argentino in AtalantaFrosinone. Per l’allenatore biancoceleste mandar giù il mancato arrivo del papu e digerire il ko con il Napoli è già dura. I laziali sperano che anche Cristiano Ronaldo non gli vada di traverso…

Paolo Pieramici – LazioNews24

 

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