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Campionato

Lazio e Inter allo specchio, l’impeto di Conte contro la verticalità di Inzaghi

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Il Corriere dello Sport confronta l’approccio alla gara di Inter e Lazio. L’impeto dei nerazzurri contro il calcio verticale di Inzaghi

Il 352 come un mantra per Inzaghi e Conte, ma con un assetto diverso. Se Conte predilige la corsa e la potenza fisica (solo ora infatti Eriksen la sta spuntando a centrocampo), dall’altra parte c’è il biancoceleste che non rinuncia al suo giro palla dal basso. Meglio Patric di Musacchio, perchè sa impostare. Questa è l’idea di Inzaghi per uscire dal pressing avversario: passare dalla linea difensiva.

Equilibrio al potere si, nelle ultime tre partite una vittoria a testa e un pareggio; 4 gol fatti per entrambe, per un match che si annuncia combattuto. Le due squadre si conoscono bene e puntano obiettivi diversi ma non troppo. L’Inter per sorpassare il Milan, la Lazio per avvicinarsi proprio ai nerazzurri e riavvolgere il nastro del campionato fino allo scorso febbraio, prima che l’Italia chiudesse le serrande per il lockdown.

Entrambi i tecnici hanno utilizzato la difesa a 4 a inizio carriera, salvo poi diventare i principali sostenitori della retroguardia a 3, quasi un imposizione. Di rado Conte e Inzaghi passano a 4 dietro, semmai a partita in corso. Il tecnico salentino ha portato con sè il 352 dalla Juventus, alla Nazionale, al Chelsea, fino all’Inter, talvolta adottando il trequartista. Inzaghi scelse la difesa a 4 per l’ultima volta a Marassi nell’aprile del 2017, salvo poi convertirsi alla linea a 3.

L’Inter preferisce appoggiarsi a Lukaku per gli inserimenti alle spalle degli altri giocatori, la Lazio predilige la verticalità sfruttando Immobile e Correa, coadiuvati da Luis Alberto e Immobile. Se Conte punta allo strapotere fisico, il calcio di Inzaghi sembra più attraente e completo.