Lazio, Caicedo l’infinito: basta chiamarlo bomber di scorta

© foto As Roma 02/02/2020 - campionato di calcio serie A / Lazio-Spal / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: esultanza gol Felipe Caicedo

L’ecuadoriano della Lazio segna ancora oltre il 90’ e riprende la Juventus

L’abbraccio finale è un’istantanea potentissima. Una di quelle che entrano nell’immaginario collettivo diventando icona. E di queste corse a perdifiato che terminano nell’estasi più spinta la Lazio ne ha collezionate diverse. Tutte molto simili ma nessuna uguale all’altra. Si fa fatica a sceglierne una. Cagliari lo scorso anno? Due domeniche fa a Torino? O quella con la Juventus? Impossibile. Una cosa però è certa: quella di ieri ha era condita da un qualcosa in più. Non era solo gioia. Era l’attimo in cui la rabbia accumulata in settimana è esplosa e si trasforma in felicità estrema. Sì, in goduria. E di quella più lussuriosa possibile. A far incendiare tutto è sempre il solito Caicedo. Ancora. Lui. Ancora una gol decisivo quando tutto sembrava finito. Riaccende i cuori. Li fa esplodere fuori dal petto. Basta chiamarlo bomber di scorta. Il punto guadagnato contro la Juve vale tre volte tanto. Perché la Lazio ha dimostrato che nelle difficoltà è in grado di tirare fuori una forza incredibile. Si compatta. Diventa roccia. Resiste a qualsiasi vento. Senza piegarsi. Quella contro la Juventus è la “vittoria” del gruppo. Dell’unione. Così si legge nell’edizione odierna de Il Messaggero.