Incontro tra società ed arbitri della Serie A. Lotito: «Nonostante la disparità, la Lazio è la più vincente dopo le big del Nord»

lotito 62 anni
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Presso la sede del ‘Corriere dello Sport’ si sta tenendo un incontro tra le società di calcio e gli arbitri della Serie A: presente Lotito

AGGIORNAMENTO 14:20: Il Dirigente Sportivo Andrea Abodi ha aggiunto:«Bisogna pensare al calcio di domani. A volte concordo con il presidente Lotito. Vorrei passare dalla fotografia del disagio allo sviluppo possibile. Oggi sembriamo prigionieri dei nostri dubbi senza avere capacità di reazione. Lo stadio può essere un punto di svolta. È importante avere uno stadio moderno, stare in uno stadio obsoleto costa anche di più».

AGGIORNAMENTO 13:55: Prende la parola il presidente della Lazio Claudio Lotito: «Sono abituato ad affrontare i problemi con la logica di Aristotele: tesi, antitesi e sintesi. I temi sono tanti e quella di oggi è la sintesi, dobbiamo dare le risposte e ricostruire. Per farlo dobbiamo prendere in considerazione le varie componenti che compongono questo spettacolo. La componente economica, tecnica, passionale. Senza i tifosi il calcio non ci sarebbe, il tifoso è l’appassionato che partecipa attivamente al seguito della propria squadra del cuore. Quando quello del tifoso diventa un mestiere poi alcuni club si trasformano in ostaggi. Io quando sono arrivato alla Lazio fatturava 84 milioni all’anno e ne perdeva 86,5, aveva 550 milioni di debiti mentre oggi siamo solidi economicamente. Tutto quello che fatturiamo viene investito, e lo si vede a Formello che è uno dei centri sportivi migliori in Italia. Le regole vanno fatte rispettare, oggi la ricerca del consenso ci ha messo nella condizione di lavarci la coscienza su certe decisione. Le regole non le fa il giornalista che non conosce diritto, economia. La comunicazione spesso rappresenta una situazione diversa dalla realtà, su tutti i campi: dei bilanci, sportivo, morale. Il presidente ha la responsabilità di trasmettere un esempio. Oggi vengono trasmessi i messaggi sbagliati, c’è questa condizione perenne di homo homini lupus. Quando andiamo in campo non dobbiamo essere avversari ma uniti per raggiungere il miglioramento del sistemo, ma ognuno oggi tutela i propri interessi e oggi le norme sono obsolete. Risalgono a quando non c’erano controlli, nè società quotate. Il calcio è l’unico potere contrattuale che abbiamo, mettiamoci allora nella condizione di poter partire con un progetto concreto legato tanto a delle regole semplici che vanno rispettate, alle infrastrutture. Sono stato il primo a intendere lo stadio come struttura polifunzionale, lo stadio deve essere vissuto 356 giorni all’anno h24, perché così diventa la “casa” del tifoso e nessuno proverà a distruggerla. Così si aumenta la sicurezza, la viabilità, i parcheggi. Ma ancora oggi parliamo con la logica di 30 anni fa. La mentalità ha portato a giustificare i comportamenti delinquenziali, 15 anni fa mi ridevano dietro e invece avevo ragione. Lo stadio deve essere un elemento positivo, per la formazione di giovani. Il calcio è uno sport, e al tempo delle prime olimpiadi lo sport propagandava dei valori: il merito, lo spirito di sacrificio, l’unione del gruppo, la determinazione, la lealtà, il rispetto dell’avversario.Tra una società che fattura 480 milioni all’anno, e la Lazio che ne fattura 110, c’è una disparità. Nonostante ciò la Lazio dopo Inter, Juve e Milan è quella che ha vinto più di tutti. Negli ultimi anni abbiamo tolto la supercoppa all’Inter del triplete, e alla Juventus che vince tutto da 8 anni. Ci siamo tolti qualche soddisfazione e ciò significa che con una buona organizzazione e un buon progetto si possono realizzare dei sogni. Se togliamo alla gente la possibilità di sognare nel calcio diventa tutto inutile. Tutto deve essere fatto nel rispetto delle regole e a parità di condizioni, poi sul campo vinca il migliore».

Arbitri Serie A / Si sta tenendo in questi minuti presso la sede di Roma del Corriere dello Sport un incontro tra le società di calcio e gli arbitri della Serie A. Al centro del dibattito svariati temi, tra cui sicurezza, bullismo, impiantistica, rapporti tra club e arbitri. In rappresentanza della Lazio stanno partecipando all’evento sia il presidente Claudio Lotito che il portavoce biancoceleste Arturo Diaconale, reduce dalla conferenza di presentazione del capo della sicurezza D’Angelo. A presentare l’evento, infine, il direttore Ivan Zazzaroni ed il ct della nazionale italiana Mancini.