Immobile: «Scarpa d’Oro? Mi fermano per strada anche tifosi di altre squadre. Calendario tosto, ma siamo quelli delle 11 vittorie»

lazio immobile
© foto Db Genova 23/02/2020 - campionato di calcio serie A / Genoa-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Ciro Immobile

Ciro Immobile ha toccato diversi temi in conferenza stampa direttamente dal ritiro dell’Italia.

In conferenza stampa Ciro Immobile ha parlato dal ritiro della Nazionale italiana.

La Scarpa d’oro è stato la scorsa stagione un traguardo molto importante contro avversari molto forti, posso dire che sono davvero orgoglioso di quello che ho fatto e arrivo in azzurro con molta autostima, ho tanta voglia di fare bene anche con l’Italia e sento tanta responsabilità per quello che stiamo facendo. Il rinvio dell’Europeo deve darci ancora più voglia e fame di vittoria, adesso tutti si aspettano tanto da me e credo che il fatto di aver vinto la Scarpa d’oro mi deve dare qualcosa in più non un peso sulle spalle. Questo trofeo deve essere motivo d’orgoglio per tutti gli italiani. La gente mi fermava in strada e mi diceva che faceva il tifo per me, anche se non erano tifosi della Lazio. Con la Bosnia servirà una partita intelligente, anche perché le nostre condizioni fisiche non sono ottimali, però ci teniamo a esordire con una vittoria. 

Calendario Lazio? Le prime sette giornate affrontiamo molte big, questo ci deve dare forza per andare sempre in campo concentrati e giocare da Lazio. Il dopo lockdown? C’è rammarico per come è finito lo scorso campionato, ma ora voltiamo pagine, si parte forte subito. Sarà un campionato molto difficile per noi, anche perché avremo la Champions. Dobbiamo ripartire dalla consapevolezza della squadra che è stata capace di fare 11 vittorie consecutive. Nazionale? Mancini ci ha sempre fatto giocare una partita a testa con Belotti. E’ un bene con questa condizione fisica. Dobbiamo diventare un gruppo di 23 titolari per fare qualcosa d’importante, personalmente credo che tutti i calciatori abbiano bisogno di sentirsi importanti. Quella tra me e Belotti è una competizione sanissima, siamo grandi amici.