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ESCLUSIVA – Raniero Altavilla (La7): «No alla ripresa del campionato. Lazio in Champions? Rinforzare senza cedere i big»

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ESCLUSIVA – Il giornalista di La7, e tifoso laziale, Raniero Altavilla ha raccontato ai nostri microfoni il suo punto di vista sulla situazione calcio

Raniero Altavilla, giornalista di La7, ha raccontato in esclusiva ai nostri microfoni il suo punto di vista sulla situazione che sta vivendo il calcio e anche sulla Lazio.

È favorevole alla ripresa del calcio giocato?


«
Un conto è il calcio come sistema, e un conto è come campionato che ora non ha le basi per poter ripartire. Basta vedere la Francia, il calcio giocato al 90% non può riprendere perché basta che si contagi un giocatore e si chiude tutto di nuovo. C’è una difficoltà oggettiva in questo momento, un conto è questo e un conto sono gli allenamenti e la ripresa del lavoro di una società  con i propri dipendenti in un altro settore del club. Un club deve riprendere per far sì che i suoi dipendenti possano riniziare a lavorare in piena sicurezza. Un conto poi è allenarsi in casa o in palestra e un conto è farlo con allenatore e preparatore. Per questo dico ricominciamo in sicurezza laddove si stabilisce che c’è la sicurezza. Per quanto riguarda il calcio giocato mi pare evidente che non ci sia la sicurezza e lo dicono gli scienziati e i dati ogni giorno. Basta pochissimo per essere contagiati, il rischio è troppo alto. Ci si allena in gruppi di cinque, si sanificano i palloni e fai la doccia a casa. Questo è un modo per tenere vivo il club e anche i suoi dipendenti. Il campionato deve essere rimandato alla prossima stagione».

A settembre si potrebbe riniziare in sicurezza?

«A settembre non sarà diversa la soluzione perché ad ottobre ci aspettiamo una seconda ondata. Riprendi per poi fermarti? Questo è il grande enigma della Uefa e della Fifa. Non sappiamo nulla su questo virus, con quali presupposti si può riniziare la stagione? Qualcuno deve avere il coraggio di prendersi la responsabilità di decidere cosa fare prendendosi i rischi. Il sistema calcio è preziosissimo per tutto il movimento. Per riprendere ci vuole coraggio e buon senso, in Francia il Governo si è preso la responsabilità e così deve fare la politica in Italia».

La Lazio è l’unica che ha preso posizione. Cosa ne pensa? 

«Solo la Lazio si è espressa in serie A? Perché nessuno vuole esporsi e prendersi delle responsabilità. La Lazio ha espresso il suo pensiero, condivisibile o meno, gli altri galleggiano in attesa che qualcun altro prenda le decisioni per loro. Non si ha il coraggio di dire che la decisione è già stata presa. Il rischio zero non esiste e nessun Governo si prenderà il rischio di mandare in campo 22 giocatori per giocare una partita di calcio. C’è solo un dato oggettivo: in questo momento c’è una pandemia mondiale e bisogna parlare chiaro ai tifosi, ai dipendenti del club e dire signori allenatevi perché è giusto ma in questo momento la salute è a rischio non potete giocare».

Sarebbe stato l’anno buono per vincere lo scudetto?

«Credevo molto in questa stagione, le stagioni giuste della Lazio hanno dei segnali. In ogni stagione in cui ha vinto qualcosa ci sono sempre stati incastri perfetti come successo in questa stagione. C’era la forza mentale e fisica di questa squadra condotta da un sogno che stava vivendo. Lo stellone biancoceleste ci avrebbe accompagnato fino alla fine. Nessuno si aspettava questo livello e questa squadra mi ricorda in parte la banda di Maestrelli sopratutto nella figura di Inzaghi come maestro. Ci sono quei flash e quelle analogie che ti riportano a quei momenti. La storia della Lazio è ciclica, c’è sempre qualcosa che ti riporta al tuo passato. Questa era una stagione da fissare in modo splendido, c’è tanta amarezza per com’è andata».

Quali sono le mosse che dovrebbe fare la società per rinforzare la rosa?

«La Lazio deve ripartire da questa squadra. Già vendere uno dei migliori significherebbe riniziare da zero. La società deve decidere se fare il salto di qualità. Deve essere implementata la rosa con tre acquisti di livello. Se Inzaghi rimarrà? Questo è un mio grande dubbio, se me lo avessi chiesto prima della quarantena ti avrei detto di no ma il coronavirus ha cambiato tutte le carte in tavola. Le altre società per fare queste valutazioni avrebbero dovuto finire la stagione, si congela tutto e si ripartirà così com’è. In questo momento c’è stato un reset e bisogna ripartire da questo».

Cosa pensa di Romagnoli e Bonaventura?

«Sarà un calciomercato a ribasso, le cifre non saranno clamorose. Per cui anche il valore dei calciatori sarà molto ridimensionato. Si possono fare grandi acquisisti a costo zero e poi bisogna anche considerare i contratti in scadenza. La coppia Romagnoli Acerbi e torni ai tempi d’oro della difesa. Una coppia di centrali con un laziale nell’anima e uno acquisito sarebbe una coppia eccezionale. Bonaventura sarebbe molto prezioso un jolly da utilizzare in mezzo al campo».

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