Caro Simone, altro che Di Francesco. A incartartela è stato Bastos

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L’analisi del derby tra Roma e Lazio, vinto dalla squadra di Eusebio Di Francesco grazie ai gol di Perotti e Nainggolan

Il derby è della Roma. Tre punti e sorpasso: questo forse è quello che fa più male, perdere contro una diretta concorrente. Un ottimo inizio di stagione della Lazio, ai limiti della perfezione che ora dice quinto posto e niente più. Oltre che per la stracittadina, la sconfitta decreta uno scontro diretto perso e in questo campionato non puoi permetterti battute d’arresto contro avversarie dirette. Vince la Roma e la Lazio torna a leccarsi le ferite, come non accadeva dal 4 dicembre 2016. Seconda sconfitta stagionale su 17 partite e nulla da recriminare alla squadra di Inzaghi, che ha sbagliato ieri i primi 90 minuti da agosto. Niente colpe del mister, imbrigliato più dalle prestazioni dei propri ragazzi che dalle mosse di Di Francesco. Ora però guai ad abbattersi. La stagione della Lazio, vale ben oltre un derby.

BASTOS CHE BRIVIDI!
– Chi l’ha incartata a chi? Nessuno dei due o meglio, Simone non ha proprio avuto l’opportunità di provarci. L’intento del tecnico biancoceleste era chiaro: primo tempo di attesa per poi attaccare nel secondo tempo, cambiando marcia con i due cambi (Lukaku e Nani). Qualche critica se l’è presa Inzaghi a causa del tardivo inserimento di Jordan sulla sinistra, ma la partita ha preso una piega inaspettata in troppo poco tempo. La Roma aveva più gamba, pressava a tutto campo e la Lazio non poteva sostenere lo stesso ritmo per 90 e più minuti; allora Simone voleva contenere gli attacchi avversari per circa un’ora, tirando fuori poi le sue armi migliori dalla panchina. Il tutto è stato complicato dalla doppia follia di Bastos, andato completamente in tilt nella ripresa. «Se commetti due ingenuità simili in quattro minuti è normale che perdi» – ha dichiarato un deluso Inzaghi alla fine. Nel finale con il cambio di modulo e l’abbassamento di Milinkovic sulla linea dei centrocampisti, qualcosa di meglio si è visto, ma le maglie giallorosse erano strettissime e non lasciavano mai spazio a uomini di qualità come Nani e Luis Alberto. Nessun particolare ‘incartamento’ quindi. Inzaghi mandò in tilt Spalletti. Di Francesco non è riuscito a fare lo stesso con il collega pur mettendolo molto in difficoltà. Il pomeriggio dell’Olimpico ha visto affrontarsi due squadre forti e la partita è stata vinta da chi ha fatto meno errori individuali. Semplice, lampante e senza inutile retorica. I derby si possono anche perdere: i romanisti lo sanno bene, i laziali avevano un po’ dimenticato cosa si provasse.

FLOP – Primi derby da dimenticare per Lucas Leiva e Luis Alberto. I due ex Liverpool erano i più attesi e hanno mancato clamorosamente l’appuntamento. Il centrocampista è apparso sin da subito fuori partita: troppi palloni persi, a cui si è aggiunta l’ingenuità dell’ammonizione per un fallo al limite dell’area avversaria. Lo spagnolo invece non è mai riuscito ad esprimere la propria fantasia, complice anche una grande tattica difensiva della Roma, che ne ha limitato le giocate. Di Francesco lo ha ingabbiato, incollando i reparti di difesa e centrocampo e soffocandolo ogni qualvolta toccasse palla. Da due giocatori di questo calibro ci si aspetta sicuramente di più, specialmente in partite del genere dove contano molto i nervi e la personalità. Alla Lazio sono mancati il regista di centrocampo e quello offensivo. Il centrocampista che fa partire l’azione e quello che la conclude. Difficile riuscire a venir a capo di una partita così complicata senza due interpreti così fondamentali. La Roma era molto più corta, copriva meglio il campo e arrivava sempre prima sulle seconde palle. Il tutto era dovuto da una miglior gamba, da una maggiore aggressività, ma anche dalla compattezza tra i reparti, cosa che alla Lazio non è mai riuscita ieri. Anche sotto questo aspetto sono mancate le due menti laziali, a cui spettava il compito di tenere unita la squadra e di non farla mai allungare. La prima partita sbagliata di Leiva e Luis Alberto costa alla Lazio la seconda sconfitta stagionale e questo non è sicuramente un caso.

RIPARTIRE!
– Questa è la parola d’ordine: ‘ripartire’. Un semplice incidente di percorso non deve pregiudicare il proseguo della stagione. Simone Inzaghi sa che ora viene il difficile, ma anche nella passata stagione la Lazio ha saputo rialzarsi. Niente è perduto anzi, le prime cinque sono tutte lì e i biancocelesti hanno sempre una partita da recuperare. Il prossimo scontro diretto è in programma il 30 dicembre contro l’Inter e fino ad ‘allora l’obiettivo sarà fare filotto. In mezzo ci sono tante partite complicate, ma nessuna impossibile. Con la pratica Europa League già archiviata, tutte le attenzioni saranno rivolte al campionato. Già dalla prossima sfida con la Fiorentina dovranno tornare i tre punti. Bisogna ripartire dalle buone notizie: dalla grande cornice di pubblico che ha accompagnato la squadra per tutta la gara, dalla reazione del secondo tempo e dalla coesione di un gruppo unico, sempre unito anche nei momenti di massima difficoltà. Perdere un derby non è mai bello, ma a differenza di qualche anno fa questo non diventa fondamentale ai fini della stagione. La Lazio è cresciuta sotto l’aspetto tecnico e mentale, raggiungendo una maturità tale da avere ben altri obiettivi che vanno aldilà del raccordo anulare. Ripartire come se non ci fosse mai stata una frenata, per un’altra stagione piena di soddisfazioni. Zero polemiche, nessun cataclisma. La Lazio si è già rialzata, ancor prima di cadere.

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