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Champions League

Dortmund Lazio, Bergonzini: «Håland più forte di Immobile, Lazio più pronta. Inzaghi può vincere»

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Elmar Bergonzini della Gazzetta dello Sport ha fatto un punto sul Borussia Dortmund, prossima avversaria della Lazio in Champions League

Elmar Bergonzini, giornalista de La Gazzetta dello Sport, è intervenuto ai microfoni del portale Lazialità.it, dove ha fatto un punto sul Borussia Dortmund, prossima avversaria della Lazio in Champions League.

 

 

Lazio e Borussia KO nel weekend: di cosa sono figlie queste due sconfitte?

«Le sconfitte di Lazio e Borussia sono molto diverse. La Lazio credo abbia perso male (come contro la Sampdoria) perché sbagliando, antepone la partita di Champions League a quella di campionato, quando invece in Champions, anche per tornarci, bisogna battere squadra come l’Udinese o la Samp. La Lazio ha dunque perso per distrazione, forse anche un po’ di arroganza nei confronti delle squadre italiane.

Il Borussia invece, sa che in campionato non arriverà prima, ma neanche quinta, dato che non ha concorrenza, è una squadra “annoiata”, che non riesce ad esprimersi ai suoi livelli. Ogni tanto commette degli scivoloni inaspettati, ma che ormai sono consolidati, è un singhiozzo che continua da tanti anni, dato che non sono sempre concentrati al 100%. Sono consapevoli dei propri limiti ma anche di essere più forti delle altre concorrenti. Il rapporto con Favre, sia con la squadra che con la società, non è mai stato buono, il tecnico è in scadenza. Molti giocatori, come Sancho, sanno che il Dortmund è una squadra di passaggio e non c’è un attaccamento che invece si respira in casa Lazio».

-Situazione infortuni in casa Dortmund.

«Mancheranno Meunier, Guerreiro (che potrebbe però recuperare). È tornato Akanji rispetto alla gara d’andata, ma sugli esterni potrebbero soffrire, date le assenze nel reparto e considerando che proprio all’andata la Lazio li aveva messi in difficoltà sulle fasce. Assenze che possono pesare parecchio».

 

-Palle inattive (contro il Colonia due gol subiti da situazione da fermo, Luiz Felipe li aveva colpiti in Champions): può essere una situazione vincente nel corso del match?

«Di solito in realtà il Borussia non prende tante reti così, credo i due gol fotocopia presi contro il Colonia siano frutto dell’atteggiamento errato in campo, non una problematica tecnica. Purtroppo va anche detto che la Lazio sui calci da fermo non sembra fenomenale (nella situazioni su calcio d’angolo, ad esempio)».

 

-Come dovrebbero scendere in campo i tedeschi (Emre Can potrebbe partire terzino)?

«Bürki tra i pali. Se non recupera Guerreiro, Can sarà terzino destro. Morey sulla sinistra, con Akanji e Hummels a completare la difesa a quattro a cui Favre è tornato proprio dopo la sconfitta d’andata. Centrocampo Witsel e uno tra Dahoud o Bellingham (ballottaggio aperto). Attacco con Sancho, Reus, Hazard e ovviamente Haaland».

 

-Rosa molto giovane (Haaland, Sancho, Moukoko, Bellingham, Reyna): ci parli di questa filosofia in casa Dortmund?

«Il Dortmund ha sempre avuto una rosa molto giovane, è una filosofia che già c’era con Klopp nel 2011/12, quando vinsero lo scudetto e il tecnico disse ironicamente: “Io non faccio l’allenatore, ma il maestro d’asilo”. In Italia non c’è questa strategia dal punto di vista del mercato. Il Dortmund è molto concentrato sui giovani, ogni squadra tedesca ha una sua filosofia. Ora i gialloneri hanno abbassato ancor di più l’età media. Tecnicamente può considerarsi una rosa superiore alla Lazio, però i giocatori devono ancora crescere. La Lazio è una squadra già pronta e può rendere anche più sul campo.
Il Dortmund è la squadra che fa le plusvalenze più alte (Dembelè nel 2016, preso a 15 e rivenduto a 130 milioni dopo un anno). In società si segue questa filosofia anche perché probabilmente non credono più nel titolo, quindi puntano a trovare più giovani possibili per fare più soldi possibili. Questo per i tifosi può essere una cosa che crea malumore».

 

-Haaland vs Immobile: un paragone tra i due attaccanti?

«Sono due giocatori troppo diversi. Immobile è uno dei migliori in circolazione, non solo in Italia, lo dimostrano i dati e i traguardi. Haaland è il migliore per distacco. Ha un tiro potentissimo, più di quello di Ciro, fisicamente è più prestante, è più bravo nei colpi di testa, per quanto anche il biancoceleste sia sottovalutato sotto questo punto di vista. Ha più tecnica e maggiore velocità. È scontato che Haaland arriverà a vincere il pallone d’oro, che arriverà in un top club europeo. Immobile non è a quel livello, sicuramente gioca molto più con la squadra, ma il norvegese, già adesso a 20 anni, è il più forte in circolazione. Ha segnato contro tutte le squadre che ha affrontato in Champions League».

 

-Il Dortmund segna sempre nel secondo tempo: di 21 gol fatti 18 nella ripresa. Di che cosa è indice questo dato?

«È indice di due fattori. Il primo, come detto prima, è che è una squadra tendenzialmente annoiata, quindi non scende sempre in campo con la fame che invece emerge nella ripresa, quando deve recuperare o deve indirizzare la partita. Non hanno quella mentalità, per questo non sono una grande squadra. Poi c’è il discorso legato alle riserve: Reyna, Hazard, Brandt, ha tanti giocatori che, a gara in corso, possono cambiare l’andamento del match. L’attacco è il loro reparto più coperto».

 

-Se non sei scaramantico, fai pronostico.

«Una partita imprevedibile. Credo che la Lazio renda meglio del Dortmund, anche se i gialloneri sono più forti tecnicamente. Facendo un esempio: Inzaghi non ha Haaland, Guerreiro, Sancho, ma questi giocatori, per un motivo o per l’altro non stanno rendendo tutti al meglio.
Luis Alberto, Correa rendono più di Reus, anche se questo non è da considerarsi tecnicamente inferiore. La Lazio non perderà e potrebbe anche vincere, soprattutto mettendo in campo la giusta cattiveria».

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