De Vrij: «A Roma mi sento a casa. Infortunio? Basta parlarne»

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Dall’infortunio subito più di un anno fa, al rientro con la Lazio e la Nazionale Olandese. Anche questi gli argomenti discussi da de Vrij

Non è Lazio senza Stefan de Vrij. Il ministro della difesa biancoceleste ha superato un momento difficile, si è ripreso dall’infortunio ed è riuscito a tornare ai suoi livelli. Il gigante olandese ai microfoni di Ad.nl, si è confessato: «Sapete cosa ho pensato subito dopo la diagnosi della frattura? Rimango positivo e recupero. È solo un osso del piede, ci metto poco a tornare in campo. Ho lavorato e ora mi sento anche meglio».

LA NAZIONALE E LA CAPITALE – Il 28 marzo de Vrj con la sua Olanda troverà di fronte l’Italia. L’amichevole si giocherà all’Amsterdam Arena e sarà l’occasione per tornare a grandi livelli anche con la maglia orange: «Giocare contro i ragazzi del paese in cui vivo è un gioco, nemmeno più tanto divertente. Se mi sento romano? Roma è una città bellissima, in Italia mi sento a casa. Quando a fine ottobre c’è stato il terremoto in Umbria, con la Lazio abbiamo subito mostrato il nostro impegno. Siamo andati nelle zone colpite dal sisma per regalare una boccata di ossigeno alla gente. Quando c’è stata la scossa ero a casa, nel letto, si muoveva tutto. Immagino quanto sia stata forte in Umbria».

L’ITALIA – Non manca un elogio alla squadra del ct Ventura: «La Nazionale azzurra è forte, stabile, e hanno giocatori in difesa fortissimi. Sono messi bene nel girone di qualificazione al Mondiale. Lì dietro sono insuperabili con Barzagli, Bonucci e Chiellini della Juventus. Mi piacciono molto. Da quando sono arrivato in Serie A, ho affrontato i bianconeri cinque volte. Abbiamo fatto un solo gol su punizione e domenica ci hanno fatto un 2-0».

INFORTUNIO STROOTMAN – Il connazionale della Roma, dopo l’infortunio, non ha più voluto parlare di quel terribile periodo. De Vrij si schiera con il centrocampista: «Lo capisco, se si parla sempre di quello, nella nostra vita non si cancellerà mai. Io ad Anversa ho fatto una relazione (con lo staff medico che lo ha curato, ndr). Adesso gioco, sono guarito, questo è quello che conta».

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