Lazio, intuizioni e sostituzioni. Quando a fare la differenza è la panchina…

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L’analisi di Lazio-Rennes, terminata con il punteggio di 2-1 grazie alle reti di Morel per gli ospiti e di Milinkovic e Immobile per i biancocelesti

Non era semplice all’inizio, lo è diventato alla fine. Grazie alle sostituzioni, alle intuizioni, mai giuste come questa volta. Dall’ingresso dei due dalla maggior qualità, al cambio di posizione dei tre difensori. La Lazio al 55’ della gara di ieri era con un piede e mezzo fuori dall’Europa League, adesso è con un piede ai sedicesimi. La vittoria sul Rennes e il contemporaneo successo del Celtic sul Cluj, regalano alla Lazio più tranquillità, considerando ora l’ultima posizione dei francesi e il secondo posto in coabitazione con i romeni. Finalmente i biancocelesti rimontano anziché essere rimontati e lo fanno grazie alla panchina, impreziosita da due gioielli. Ora il doppio incrocio con gli scozzesi sarà un crocevia fondamentale per l’approdo alla fase successiva. La Lazio può e deve ambire al primato. Lo farà dal prossimo appuntamento quello più affascinante del girone. Lo farà dal Celtic Park.

SCELTE – Turnover obbligato e ragionato. Inzaghi ne cambia sette rispetto alla vittoria con il Genoa, ma non può fare a meno di schierare Strakosha, Acerbi, Immobile e Caicedo. Se devono fare gli straordinari loro, vuol dire che godranno di una giornata di riposo gli altri big (vedi Milinkovic e Luis Alberto). A disposizione, (essendo infortunato Correa ndr), l’unico cambio offensivo sarebbe stato Adekanye, ancora acerbo. Quindi Inzaghi a differenza delle altre volte, ha preferito partire con un atteggiamento più prudente per poi a partita in corso calare i due assi nella manica. Il centrocampo di ieri era inedito, oltre che troppo piatto. Parolo è praticamente un titolare, ma Berisha e Cataldi per rendere al meglio dovrebbero essere inseriti in un contesto diverso, magari in un sistema di gioco più collaudato e meno improvvisato. Il risultato è stato un primo tempo alla camomilla, ma come detto Inzaghi non poteva esimersi dal compiere queste scelte. Con l’ingresso di Milinkovic e Luis Alberto la Lazio cambia marcia, ma non subito, perché il serbo commette un’ingenuità che causa il gol di Morel. Poi entrambi prendono in mano prima la squadra e poi la partita, dominandola fino all’ultimo secondo. Con loro in campo è salita la prestazione di tutta la squadra, in primis degli attaccanti, poco supportati nella prima frazione. Con Luis e Sergej la squadra ha più palleggio e geometrie, oltre che forza fisica. Se sono gli unici insostituibili della squadra un motivo ci sarà… Il riposo di almeno un tempo era fondamentale per riaverli freschi e carichi in vista del Bologna. Ora la Lazio ha acquisito una minima continuità, centrando la seconda vittoria consecutiva. Per andare alla sosta con il sorriso c’è bisogno della terza. Bologna è un campo difficile, ma l’obiettivo Champions passa anche da trasferte insidiose come quelle del “Dall’Ara”. La parola magica è “continuità”. La Lazio deve trovarla al più presto se vuole trasformare in realtà i propri sogni Champions.