La coperta è corta e la Lazio si ammala in difesa: Inzaghi salvato dalla panchina

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L’analisi di Vitesse-Lazio, partita inaugurale del gruppo K di Europa League, vinta dalla squadra di Simone Inzaghi per 3-2

Esordio vincente dopo una partenza stentata. Emozione, meccanismi poco assimilati e tanti cambi. Sette per l’esattezza rispetto alla vittoria contro il Milan. Sempre sette erano i debuttanti nelle coppe europee, più Inzaghi, alla prima da allenatore. Tutti questi fattori non ha impedito alla Lazio di vincere e passare subito in testa al girone K in coabitazione con il Nizza, vittorioso in casa dello Zulte Waregem.  Una gara trascorsa a rincorrere, prima del definitivo sorpasso firmato Alessandro Murgia, sempre più uomo della provvidenza, soprattutto quando la rete in questione decreta un 3-2. Rete che vuol dire terza vittoria in quattro partite stagionali. Unica partita d’arresto l’esordio in campionato con la Spal. Biancocelesti in crescita e con ampi margini di miglioramento ancora. Questa annata fitta di impegni è solo all’inizio.

TURNOVER MA NON TROPPO – Esagerato o no? Anche sul turnover ha avuto ragione Inzaghi. Sette cambi e segnali comunque positivi. Bene Di Gennaro, un po’ meno Luiz Felipe, ma il brasiliano non va bocciato. Male Lukaku e Marusic, troppo sofferenti nella linea a 4. Non è più una sorpresa ormai Alessandro Murgia, da considerare un titolare aggiunto, che vanta quasi più gol che presenze. Già due in questa stagione in 100 minuti totali disputati. Chi titolare non lo era, ma lo è diventato quest’anno è Luis Alberto. Per lo spagnolo si sprecano i complimenti degli addetti ai lavori a cui fa eco Inzaghi: «Non posso più fare a meno di lui». Gioca in tutte le posizioni del campo dalla zona mediana in su, ieri cambia tre ruoli e nonostante non abbia saltato neanche un minuto dall’inizio, sembra essere sempre uno dei più lucidi. Stesso discorso per Immobile, a cui il tecnico ieri ha risparmiato i primi 45 minuti, salvo poi gettarlo nella mischia quando c’era bisogno. Anche dal bomber di Torre Annunziata le risposte sono sempre più confortevoli. Si cerca e si trova con Caicedo, altra nota lieta di serata. I due oltre ad alternarsi hanno dimostrato anche di poter coesistere. Superato questo tour de force, Inzaghi avrà l’imbarazzo della scelta in attacco e a centrocampo, con i recuperi di Nani e Felipe Anderson. L’unico reparto costretto agli straordinari resta la difesa, che in virtù dell’emergenza potrebbe essere riproposta anche a 4, come accaduto nel secondo tempo di ieri.

MALE LA DIFESA –  Le notizie negative dalla serata di ieri arrivano proprio dalla difesa. Inzaghi aveva intuito il pericolo, tanto da costringere de Vrij agli straordinari, mettendo ai suoi lati Bastos e il debuttante Luiz Felipe. Dopo un buon avvio, il brasiliano commette un’ingenuità in fase di impostazione e l’ammonizione che ne consegue, lo condiziona nell’azione del gol. In quella circostanza il difensore doveva attaccare il diretto avversario che è di spalle, ma l’ex Salernitana teme di incorrere in qualche altro intervento al limite e concede a Rashica di girarsi e di crossare. Il resto lo combinano Bastos e Marusic poco scaltri a comunicare tra di loro. Matavz si inserisce a fari spenti in area e buca Strakosha. Nella ripresa la Lazio passa a 4 con due terzini molto offensivi come Lukaku e Marusic. Sono proprio loro gli anelli deboli della catena e il secondo gol lo dimostra: troppo leggero il belga nella marcatura del solito Rashica, mentre il montenegrino nel provare a intercettare il cross è messo male con il corpo, palesando evidenti limiti in fase difensiva. Entrambi hanno dei grandi mezzi atletici e fisici, ma Inzaghi e il suo staff dovranno lavorare molto sui alcuni movimenti che ancora non sono stati metabolizzati. Molto meglio a 3 che a 4 dunque, ma vista la carenza di alternative, l’assetto potrebbe cambiare di nuovo e a breve. La solidità difensiva è stato uno dei punti di forza dello scorso anno e anche in questo avvio di stagione, ieri sera però non ha funzionato niente. Molti calciatori erano alla prima partita insieme e questo è sicuramente un fattore che ha inciso. A ciò bisogna aggiungere anche una linea mediana completamente rivoluzionata e priva di uno schermo come Lucas Leiva. Senza Hoedt la coperta li dietro è corta, in attesa del recupero di Wallace servirà uno sforzo da parte di tutti. Probabilmente anche Basta e Patric verranno arretrati ed entreranno nelle rotazioni, ma aldilà degli uomini, Inzaghi dovrà insistere su alcuni meccanismi che non sembrano esser stati assimilati. Il tecnico e il suo staff hanno dimostrato di non lasciare nulla al caso, per questo non resta che essere fiduciosi ed attendere miglioramenti. Nel frattempo, tra tante difficoltà è arrivata la prima vittoria europea. Tra infortuni e pochi ricambi, il primo esame infrasettimanale è stato superato.