Albanese (PianetaGenoa1893): «Contro la Lazio sarà una battaglia, i Grifoni in trasferta volano» – ESCLUSIVA

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Il parere dell’avversario – Il pensiero del collega del Genoa sulla gara di lunedì sera all’Olimpico contro la Lazio

Dopo la doppia sfida contro il Milan, per la Lazio è tempo di ricominciare il proprio glorioso cammino in campionato. Il prossimo avversario sarà il Genoa dell’ex tecnico biancoceleste Davide Ballardini, verso autore del cambio di rotta in casa rossoblù. Per comprendere da vicino le armi a cui di affiderà il tecnico per uscire dall’Olimpico con i tre punti, ed il modo in cui i Grifoni stanno vivendo i giorni precedenti al match, la redazione di Lazionews24 ha contattato in esclusiva quella di PianetaGenoa1893.net, ed in particolare il collega Matteo Albanese:

1- Contro la Lazio il Genoa non potrà contare sullo squalificato Spolli: chi lo sostituirà? Ci sono ancora dubbi relativi alla formazione che mister Ballardini dovrà sciogliere il prima possibile?

«Dunque, la squalifica di Spolli priva certamente Ballardini di un giocatore ampiamente ritrovato, partito dietro a Luca Rossettini nelle gerarchie ma che in poco tempo ha convinto tifoseria e mister. Giocherà l’ex Torino titolare, con Izzo a destra e Zukanovic a sinistra. Per quanto concerne gli altri dubbi, ci sarà il solito ballottaggio tra Rosi e Biraschi sulla corsia destra del 3-5-2: ultimamente pare favorito il secondo, mentre l’indisponibilità di Veloso (un mese di stop) darà credito a Omeonga in mezzo al campo. Bertolacci sarà schierato al centro, con uno tra Rigoni e il neo arrivato Bessa a fargli da scudiero: in vantaggio il primo, più pronto. In attacco il ballottaggio che accompagna l’intera stagione è quello tra Lapadula, Taarabt, Pandev e Galabinov, in quattro per due maglie. Pandev confermato, sembrerebbe accanto a Taarabt: coppia leggera, con eventualmente l’ex Milan in campo a gara in corso».

2- Nella partita di andata tra le due compagini, sulla panchina del Genoa sedeva Juric. Ora invece c’è Ballardini. Quanto ed in che modo è cambiata la squadra dall’arrivo del tecnico di Ravenna?

«La matematica è impietosa: 6 punti in 12 gare per il croato, 15 in 10 per il ravennate. La sconfitta casalinga contro l’Udinese ha stoppato una striscia ampiamente positiva, ma più in generale ha fatto emergere problemi offensivi che con Juric paradossalmente c’erano in misura minore. Ballardini, appena arrivato, ha schierato un 3-5-2 difensivo e compatto, coeso, forse catenacciaro e certamente non bello da vedere, ma efficacissimo per risollevare il Grifone. Di certo in questo periodo conta la sostanza e non l’estetica».

3- Come giudichi la scelta del giovanissimo Pietro Pellegri di lasciare Genova per approdare al Monaco? In che modo il talento è stato sostituito nel corso della sessione di calciomercato appena terminata? Ti ritieni soddisfatto?

«Diciamo che Pellegri non è stato sostituito, o meglio, con Ballardini era partito molto indietro nelle gerarchie e complice qualche infortunio non ha mai visto il campo. E’ oggettivamente un azzardo pagare 30 milioni per un ragazzo che ha giocato in Serie A col contagocce (9 partite e 353′, pur con tre reti), quindi mi duole ammetterlo ma il Genoa ha capitalizzato al meglio la sua cessione. Certo, si tratta di un ragazzo genovese e genoano per cui il trasferimento è una ferita aperta con del sale al suo interno, ma sono convinto fosse necessaria. Il ragazzo potrà crescere ulteriormente, il Grifone mettere a posto il bilancio».

4- La Lazio, dopo un ottimo avvio di stagione, ha subito una brusca frenata nell’ultima giornata di campionato. Anche il Genoa, però, è reduce dalle sconfitte contro Juventus e Sassuolo. Che partita ti aspetti all’Olimpico? A quali armi si affiderà Ballardini per mettere in difficoltà l’armata di Inzaghi?

«All’Olimpico sarà una bella battaglia, perché il BallarGenoa dà il meglio di sé in trasferta mentre in casa fatica un po’. Sconfitta all’Allianz Stadium a parte, il Genoa vola: è uscito indenne dal Franchi di Firenze e dal Grande Torino, ha vinto contro due dirette concorrenti quali Crotone e Verona. Certo, la Lazio resta una squadra temibile e sono finiti i tempi in cui il Grifone era la proverbiale bestia nera dei biancocelesti: Inzaghi sta facendo un grandissimo lavoro, specie nell’adattare al suo contesto giocatori acquistati con un punto interrogativo accanto (Marusic, Leiva e Luis Alberto i primi che mi vengono in mente) e trasformarli in ottimi elementi. La crescita di Milinkovic Savic è impressionante, la prolificità di Immobile fondamentale».

5- La Lazio si è frequentemente lamentata dell’operato del VAR, tanto che ormai sembrerebbe essersi creata una frattura tra i tifosi biancocelesti e la classe arbitrale. Qual è il tuo pensiero sull’introduzione di questa tecnologia?

«Sarò impopolare, ma credo che limiti in qualche modo la naturalezza del calcio. Ci sono sempre state sviste arbitrali, coi quotidiani di tutta Italia intenti a criticare l’assegnazione o meno di un rigore, l’espulsione o meno di un avversario, il giorno dopo. Da che mondo e mondo il calcio è un prodotto umano e l’arbitro può non accorgersi di qualche contatto, così come i guardalinee sbagliare una chiamata. In ogni caso, il Var è un ottimo sistema per ridurre al minimo questi errori: ben venga, secondo me, però qualche errore macroscopico accade sempre perché in fondo è uno schermo davanti al quale giudicano occhi umani. E’ un po’ un cane che si morde la coda, però essendo al primo anno direi che è perfezionabile».

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