Acerbi: «Si vede un po’ di luce per il calcio. Ad un giovane direi di non fare i miei stessi errori»

© foto acerbi

Acerbi, le parole del difensore biancoceleste intervenuto in diretta sulla pagina Instagram di “Che Fatica la Vita da Bomber”

Altro giro altra diretta per il difensore della Lazio Francesco Acerbi. Ecco le parole del biancoceleste in diretta su Instagram.

«Si vede un po’ la luce per il calcio. Notizie certe non ci sono, c’è qualche indicazione ma poi dipende tutto dal Governo. Dal 4 maggio credo che potremo riniziare almeno ad allenarci. Questa quarantena mi sta facendo davvero pensare di trovare una fidanzata».

IMMOBILE – «La storia tra me e Immobile è nata così per caso. Già dallo scorso anno ma più in questo è nata una grande amicizia, lo coccolo sempre, gli do tante attenzioni e mi fa vincere le partite. Due volte di fila gli ho detto che doveva fare gol e lui l’ha fatto. Se non lo fa lui, lo fa un altro. Pensavo fosse fuori, fallo, non mi sono accorto di aver fatto gol. Penavo che lo annullassero per qualche motivo, quindi non me la sono sentita insomma di esultare».

TATUAGGI – «Il primo tatuaggio è una corona con tutte le iniziali della mia famiglia. Ora ho perso il conto di quanti ne ho, forse un sessanta, settanta ma voglio farne ancora altri, ho già il programma.

SITUAZIONE SENTIMENTALE – «Non ho un carattere facile, sono rompi scatole, la mi attenzione è molto sul calcio. Ovviamente ho 32 anni non ne ho 25, vorrei una famiglia. Quando ho scoperto di avere la malattia avevo la testa sul calcio ma non come ora».

MALATTIA – «Quando ho avuto la notizia ricordo di aver preso la bici e sono andato a fare un giro. Pensavo alla mia famiglia, poi mi sono operato dopo poco. La prima operazione non i è servita da lezione, la seconda invece si. Con le chemio è stata abbastanza pesante. Dopo è cambiato tutto».

RECORD PRESENZE «Quando mi hanno espulso a Napoli mi è dispiaciuto lasciare la squadra in dieci, non pensavo al record. Dopo Rocchi ha ammesso di aver sbagliato».

EUROPEO«All’inizio ho pensato che fosse destino, che non dovevo andarci.Non mi piango addosso, ci tenevo ma farà di tutto per andarci il prossimo anno.»

ESTERO«Dovevo andare in Inghilerra, a Leicester con Ranieri e allo Zenit con Mancini. Non ero mai sicuro, il dottor Squinzi mi ha aiutato molto nella malattia e non sono riuscito ad andare via. Sono stato richiamato e ho detto no grazie, sono molto riconoscente dovevo aiutare il Sassuolo».

CONSIGLI – «Consiglio di non fare i miei sbagli. Se vuoi giocare a pallone devi essere concretato solo su quello. Essere famoso può portarti su strade sbagliate. Nessuno ti dice di non farle ma al momento giusto, l’obiettivo deve essere sempre il calcio. Dipende tutto quello che vuoi dalla vita».

MILAN«Io ero già sbandato già prima del Milan. Sono andato al Milan ma non pensavo solo al calcio. Poi è morto mio padre e quindi quando sono arrivato per me era già finito. Mi dispiace molto. Meglio qualche anno di carriera in meno e diventare la persona che sono diventata che fare una carriera e finire di giocare a calcio ed essere un c****ne».

FUTURO – «A fine carriera mi vedo stanco. Spero di poter fare l’allenatore. Mi piace stare in gruppo, insegnare, poi da qua a fine carriera si vedrà».

GESTI SCARAMANTICI – «Ogni tanto sono scaramantico, ho le mie abitudini. Tutti hanno le loro piccole manie, topo uno esce sempre per ultimo uno bacia tutte le sue cose, uno da uno schiaffo ad un altro, tutte cose che si fanno prima di una partita».

FANTACALCIO – «Mi fa impazzire Zaniolo, è molto forte, ha qualità e forza fisica. Anche Tonali è un bel giocatore. Ci sono molto giocatori bravi, quello che fa la differenza è la costanza».

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