Cana, una stagione da guerriero…

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Lorik il guerriero, così era chiamato dai suoi ex tifosi. La Lazio lo acquista nell’estate del 2011 e l’albanese deve affrontare subito alcuni pregiudizi, come il fatto di essere giunto alla corte di Lotito perché connazionale e amico di Igli Tare. Nonostante tutto, le caratteristiche del giocatore sono note ai tifosi, che mai disdegnano i calciatori grintosi e battaglieri. In partenza, Edy Reja, lo utilizza come vice Ledesma, o comunque come centrocampista davanti alla difesa. Ma lì le gerarchie sono chiare: Ledesma e Matuzalem i titolari, Brocchi prima scelta tra le riserve, e il “guerriero Lorik” relegato a fare panchina. Durante l’anno ha qualche possibilità e viene spedito in campo all’occorrenza. Alla sua prima apparizione dal primo minuto all’Olimpico viene sospinto dal pubblico, Reja però lo schiera da intermedio destro, non certo il suo ruolo prediletto, considerando anche che Reja amava schierare intermedi con caratteristiche di dinamismo e corsa (basta pensare alla trasformazione di Lulic da esterno ad intermedio). Insomma Lorik si batte ma la sua prestazione è sotto la sufficienza. L’imperativo diventa “Cana è un centrocampista centrale” e deve giocare in quella posizione, possibilmente affiancato da un altro uomo in un 4-4-2 o in un 4-2-3-1. Di Cana si notano subito le sue caratteristiche di lottatore, ma le sue prestazioni superano a malapena il sei in pagella. Si inizia a vociferare che Cana in realtà fosse un centrale difensivo perché con la sua nazionale è titolare irremovibile della linea a 4 arretrata. Il ragionamento nasce spontaneo: “Ma Lorik ha girato mezza Europa: Marsiglia, Sunderland, Galatasaray, eppure ha sempre giocato da centrocampista…”. Eh si, non fa una grinza, basta pensare che proprio a Marsiglia era un beniamino dei tifosi e capitano della squadra. Vero leader. Infatti la gestione Reja fa finta di non sentire le voci e si affida ai fatti piuttosto che alle sensazioni. Ma il “guerriero Lorik” non poteva aver smarrito la sua tenacia e il suo carisma da leader. Chiude comunque la sua stagione in crescendo, realizzando anche due gol. Uno bellissimo nella penultima giornata contro l’Atalanta.

Stagione nuova, vita nuova. Alla Lazio arriva Vlado Petkovic, e ad Auronzo non sembra aver dubbi: Cana è un centrale di difesa! Le amichevoli infatti l’albanese le gioca in quella posizione e lo fa in maniera discreta. Ma l’inizio di stagione dice altro. Petkovic adotta il 4-1-4-1, serve un uomo sempre davanti alla difesa, c’è Ledesma si, ma Francelino Matuzalem non c’è più e Lorik diventa la prima scelta dopo l’italo-argentino. Anche in questo caso si comporta discretamente, ma qualcuno sostiene che può fare molto di più. Allora eccoci alla solita carestia di giocatori che tutti gli anni attanaglia la Lazio, infortuni a bizzeffe e i soliti fuori rosa imposti dalla società. Petkovic prova la difesa a tre, e prova in alcune partite Cana centrale alla “De Rossi versione Europeo 2012”. Cana ha i tempi giusti, sembra il suo ruolo da sempre, chiama a se tutta la linea difensiva, gestisce i tempi e sa sia impostare che lanciare. Stupisce tutti, ma lo fa nella maniera più giusta nel calcio, ovvero a poco a poco, prestazione dopo prestazione. Quella che sembra solo una soluzione provvisoria da adattare solo con la linea a tre, diventa obbligo con l’infortunio di Andrè Dias: “Lorik può giocare anche a 4!!” questo il messaggio. Il “guerriero di Dakovica” sale di livello e diventa il perno della retroguardia laziale. Tempismo, carattere, grinta e visione di gioco. Stacco di testa imperioso (quello non era mai mancato) ed efficace. Lorik ritrova tutto il suo carisma e il suo essere leader, il nuovo ruolo gli piace, in realtà gli è sempre piaciuto. Gianni De Biasi, tecnico della Nazionale albanese lo esalta: “Finalmente gioca nel suo ruolo, lì è fortissimo!”. Il guerriero è tornato a combattere, ha indossato di nuovo l’elmetto e a colpi di spada si sta conquistando il suo posto nella Lazio. Come Achille dopo la morte di Patroclo, è tornato sui campi di battaglia per fare la differenza e farsi acclamare dalla folla che ora lo invoca come un vero combattente. Non molla niente Lorik, neanche un centimetro, il suo obbiettivo è essere protagonista della prossima stagione, convincere che forse non serve comprare un difensore, forse la Lazio lo ha già trovato.

Fabiano di Stefano – Lazionews24.com

 

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