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2015

Zoff, il peggio è passato: “Ho fatto la parata più grande della mia vita”

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Dino Zoff torna a parlare dopo l’infezione virale che l’ha costretto ad operarsi e si esprime così ai microfoni di Calciomercato.com: “Per la prima volta nella mia vita ho avuto paura. Più ancora di  quando ero bambino e sulla nostra testa, a Mariano del Friuli, piovevano le bombe americane o tedesche. A due anni non realizzi con precisione ciò che sta accadendo. A settantadue sì. Quando dico paura non parlo per me stesso, ma per quelli che mi stanno intorno. Anna, Marco, sua moglie, i miei nipotini. Noi che ci siamo voluti e che ci vogliamo un mare di bene. La mia tribù. Le avrei fatto un torto enorme andandomene. Mi sono ribellato, mentalmente, a quello che poteva essere un destino infame.Il racconto passa poi alle notti in ospedale: “Una notte, sveglio lì nel letto in penombra e da solo, mi è parso di intravedere due figure al fondo della camera. La prima aveva il volto di Gaetano, l’altra quella del Vecio. Entrambe sorridevano. Mica dormivo. Non stavo sognando. Ho detto loro “non ancora, non adesso”. E sono sempre qui”. Tanto l’affetto dimostratogli in questo periodo: “E’ soprattutto la loro stima che mi riempie il cuore di orgoglio. La stima per ciò che sono riuscito a fare in porta e, poi dopo, per essere rimasto identico al mio originale come uomo coerente e mai in vendita. Dritto per la mia strada senza fare proclami o chiasso. Mi hanno capito”. Non manca le critiche nelle parole di Zoff: Nel palazzo del calcio, invece, non mi hanno voluto. Hanno preferito soggetti politici che alla fine si sono beccati otto anni di squalifica, mi pare. A me quel mondo fatto così non manca. Sai, invece, di che cosa sento un feroce bisogno? Della mia mazza da golf e delle lunghe camminate sul green. Ma, mi sa tanto che per arrivare a questo dovrò attendere un bel po’ tra medicine assortite e riabilitazione. Mi sto riprendendo soltanto adesso, con molta calma. Ma è passata, per fortuna, ed è stata la più grande parata di tutta la mia vita”.