Tare: «Ho costruito qualcosa di importante alla Lazio, ci penserò due volte prima di lasciarla»

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Il d.s. Igli Tare a 360°: il dirigente della Lazio ha parlato del passato e analizzato gli obiettivi del futuro prossimo

La Lazio può vantare una rosa completa e competitiva, il merito va al direttore sportivo Igli Tare. Punto fermo della società capitolina, non ha sempre avuto vita facile: «Fin dall’inizio c’è stato pregiudizio nei miei confronti, la scelta di nominarmi ds è nata in un momento delicato. Lotito però ci aveva visto lungo», ha esordito in un’intervista rilasciata al ‘Corriere dello Sport’. Il dirigente albanese ha poi continuato: «Più di tutto conta il giudizio del tifoso normale, i risultati aiutano tanto ma il passato viene dimenticato. Contano il presente e il futuro. Ci vuole una svolta per tutto il mondo Lazio. Non vedo entusiasmo nonostante i trofei vinti, ci tocca ogni anno ripartire dallo stesso punto».

OBIETTIVO CHAMPIONS LEAGUE«In undici anni qui la squadra non ha mai raggiunto questo traguardo. Da 4-5 anni ci stiamo andando vicini, sarebbe importante riuscirci. Non deve essere un’ossessione, è una conseguenza della crescita».

OFFERTA MILAN«Quando vado all’estero mi accorgo che la Lazio è ancora un nome importante. Prima di andare via da qui ci penserò sempre molto bene, so di aver creato qualcosa di bello. Insieme a tutti. Rimanere è una scelta d’amore, avrei sbagliato a fare il contrario. Ho deciso col cuore e non per i soldi. Inzaghi? Non ho mai pensato potesse lasciarci. Ci siamo seduti e abbiamo capito che il matrimonio era ancora vivo. Così è arrivato il rinnovo per un altro anno, è la scelta più giusta. Il bonus Scudetto non è per utopia, ma per obiettivo. Il Leicester insegna: dove c’è un desiderio, c’è strada. Col mister studiamo i giocatori insieme e se c’è indecisione mi prendo la responsabilità e spingo per la chiusura di un affare. Purtroppo ci sono dei commenti che distruggono il lavoro, la nostra realtà è ben diversa».

CALCIOMERCATO«Non è arrivata la terza punta, non è comunque stata una priorità. Il problema vero era sulle fasce, perchè col 3-5-2 servono giocatori veloci. Poi serviva un centrale forte, Vavro si inserirà gradualmente. Llorente? Era uno dei tanti che ci è stato offerto, ma punto su Adekanye. Uscirà fuori. Wesley? Il suo arrivo dipendeva dalla cessione di Caicedo. Ha rinnovato, è solo una questione di giorni. Pavlovic? Acquistato saltato, ma può darsi che sarà nuovamente un obiettivo in futuro. E’ un giovane di prospettiva come lo erano Neto e Jordao. Anche loro faranno carriera, vedrete!».

MILINKOVIC«Se vosse stato ceduto, Yazici aveva le caratteristiche giuste. Ma c’era anche un altro nome. Sergej è uno dei migliori al mondo, può anche valere 100 milioni di euro. Fa parte di quei calciatori per cui esiste un mercato a parte. Immobile? Anche lui poteva andar via, ma ha scelto con amore. Ha un posto speciale nel mio cuore adesso. Correa? Giocatore raro e ragazzo eccezionale. Firmerà il rinnovo a breve».