Strakosha, un veterano tra i pali: i due segreti della sua ascesa

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Strakosha è uno dei protagonisti della Lazio di Inzaghi: una certezza nonostante sia ancora giovane. Papà Fotaq ne ha svelato i segreti

Nel giro di un anno e mezzo è cambiato tutto per Thomas Strakosha. Dal ruolo di vice alla Salernitana, fino al posto da titolare inamovibile con la Lazio. L’esordio a San Siro, una crescita continua nel corso delle settimane. E adesso chi lo smuove più dalla linea di porta. All’età di 22 anni ha già collezionato 35 presenze con la casacca biancoceleste, non son poche considerando che ha un ruolo delicato come quello dell’estremo difensore. «Non volevo diventasse portiere, ma era il suo sogno. Neanche io alla sua non ero a questo livello», ha ammesso papà Fotaq (bandiera in passato della Nazionale Albanese) per le colonne odierne del Corriere dello Sport.

I SEGRETI DI STRAKOSHA – Questa inaspettata esplosione è da attribuire probabilmente a due grandi meriti: uno personale del giocatore, che possiede tanto carisma e altrettanta personalità. Thomas la paura di sbagliare non l’hai mai avuta, neanche in quel settembre 2016 quando a Milano durante il riscaldamento si fermò Federico Marchetti. L’altro merito va dato invece alla società, a partire da Simone Inzaghi e il suo staff, fino alla dirigenza: «Igli Tare in questo progetto è stato davvero decisivo e Adalberto Grigioni un maestro. Il ruolo da portiere non è affatto semplice, io volevo solamente che si divertisse. Ma poi, vedendolo giocare, ho capito presto che avrebbe raggiunto il suo obiettivo. Traguardo Champions League? E’ possibile con Inzaghi e i giovani…». Sentirsi intorno la fiducia dell’ambiente è stato dunque stimolante. E adesso Strakosha non ha nessuna intenzione di fermarsi, punta a migliorare se stesso per il bene della Lazio.