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Quella volta che… Rossi spinse i suoi alla rimonta: Udinese Lazio 3 3

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Nel giorno di Udinese Lazio, ricordiamo un precedente incredibile: quella volta che Delio Rossi spronò i suoi ad una rimonta fantastica

Un pomeriggio freddo di fine anno, a pochi giorni dal Natale. Era il 14 dicembre 2008 e la Lazio di Delio Rossi, dopo un avvio di stagione esaltante grazie alle magie di Maurito Zarate, si trova ad affrontare un periodo difficile, a causa di diverse cadute, tra cui la sconfitta nel Derby contro la Roma. Quella domenica, alle 15:00, i biancocelesti sono di scena al Friuli contro i padroni di casa dell’Udinese, in una sfida fondamentale per ricominciare a correre in campionato.

A correre, invece, sono solo i bianconeri, che nel primo tempo strapazzano la Prima Squadra della Capitale. Infatti, dopo appena 15 minuti i friulani sono già in vantaggio per 2-0 grazie alle reti di Di NataleQuagliarella. I due attaccanti campani fanno girare la testa alla difesa laziale, che sembra stia facendo le prove anticipate per i balli di gruppo della festa di Capodanno: BelleriCribariDiakité si cimentano in giravolte e salti sul posto lasciando degli spazi sterminati nella loro metà campo, mentre Carrizo sembra aver contratto un’insolita repulsione nei confronti del pallone. L’estremo difensore argentino, forse a causa della nebbia settentrionale che aleggia sul campo da gioco, si fa ingannare spesso dalla somiglianza tra Di Natale e il preparatore dei portieri Grigioni, pensando di essere ancora nel riscaldamento pre-partita: più di una volta, infatti, passa al bomber napoletano il pallone con le mani.

Così è anche all’inizio della ripresa, quando al 55′ il numero 10 bianconero buca la rete per la terza volta. 3-0 per l’Udinese e Lazio che sembra sempre più sprofondare in una crisi tremenda. Sarà la maglia gialla, non certo un porta fortuna, oppure il freddo che blocca le gambe dei giocatori, ma i biancocelesti non sembrano proprio entrati in campo. Per questo, nel settore ospiti del Friuli e sui divani di mezza Roma, aleggia un pensiero comune: «Ci risiamo: un’altra partita così. Cominciamo bene la stagione e poi crolliamo. Ma quando ci svegliamo e decidiamo di combinare qualcosa? La Lazio è sempre la stessa, non cambierà mai».

Esatto. Proprio così. La Lazio non cambierà mai. Infatti, dopo aver esaurito tutte le sue gomme da masticare per la rabbia, Delio Rossi comincia ad urlare furiosamente ai suoi ragazzi, ricordando loro che, in caso di sconfitta, a Capodanno possono anche scordarsi la sfida a colpi di Mueve la colita e YMCA: con questa disfatta, si prospetterebbe per loro un ritiro a Norcia, insieme al presidente Claudio Lotito. Saranno le urla del tecnico o (molto più probabile) la paura di doversi sorbire il brindisi di 37 minuti in latino del presidente, ma la Lazio comincia di nuovo a giocare, trascinata da Goran PandevMauro Zarate. Proprio l’argentino accorcia le distanze al 60′, sfruttando una respinta incerta di Handanovic. Passano un’altra decina di minuti e, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Modibo Diakité salta più in alto di tutti, spingendo il pallone in rete con tutta la forza che ha. I biancocelesti non mollano, come sempre.

Esatto. Proprio così. La Lazio è sempre la stessa, non cambierà mai. Infatti, tutte le altre 27 occasioni che capitano sui piedi di Pandev, di Zarate e de «Le petit Zizou» Mourad Meghni vanno completamente a vuoto. La squadra ci prova, in ogni modo, ma niente. Handanovic sembra insuperabile e la mira dei tiratori biancocelesti non è molto precisa. Dai divani della Capitale e dai seggiolini del settore ospiti del Friuli, comincia a salire una nuova litania: «E te pareva. Prima ci fanno fare una figura terribile, poi ci fanno fomentare con due gol e adesso non beccano la porta manco per sbaglio. Tipico. Non c’è proprio niente da fare. La Lazio è sempre la stessa, non cambierà mai».

Esatto. Proprio così. La Lazio è sempre la stessa, non cambierà mai. Come in ogni storia a tinte biancocelesti che si rispetti, la Prima Squadra della Capitale riesce a non rispettare nessuna aspettativa e, come in ogni storia a tinte biancocelesti che si rispetti, a risolvere la situazione è l’uomo che non ti aspetti. All’85’, dopo un’azione al limite dell’area friulana ispirata alle partite 20 contro 20 al parchetto di Talenti, il pallone carambola sulla trequarti: sulla sfera si avventa, con il suo solito passo pandesco, Cristian Daniel Ledesma, totalmente assente fino a quel momento. «No, te prego: Ledesma no!» grida qualcuno alla televisione dal proprio divano, avvolto nel pleddino per combattere il freddo. E invece sì, Ledesma sì! Il centrocampista italo-argentino lascia partire una botta incredibile col destro che si insacca all’angolino basso, lasciando completamente di stucco Samir Handanovic e fissando il risultato sul 3-3.

Esatto. Proprio così. La Lazio è sempre la stessa, non cambierà mai. Anche in questa occasione, come tantissime altre volte nella sua storia, la Prima Squadra della Capitale riesce a risolvere una situazione complicatissima all’ultimo, contro tutte le aspettative e con l’uomo meno indicato per farlo.

Oggi, alle 15:00, i ragazzi di Simone Inzaghi se la vedranno in trasferta proprio contro l’Udinese, in una partita delicatissima per la lotta al quarto posto. I tre punti sono fondamentali, ma la parola «facile», come sappiamo, è stata cancellata in eterno dal vocabolario biancoceleste. Chissà, però: magari la Lazio riuscirà a vincere comunque, nonostante la certezza della sofferenza. E, chissà, magari sarà proprio l’uomo meno atteso a regalare questo successo (tranquilli, tanto Patric non segna). La Lazio è sempre la stessa, non cambierà mai. Anche oggi, dunque, deve affidarsi completamente al suo condottiero in giacca e cravatta per ottenere un grandissimo risultato, come quella volta che Delio Rossi spinse i suoi ragazzi alla rimonta.

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