
Nuovo stadio Flaminio, accordo ufficioso con le Belle Arti che prevede il taglio alla capienza del futuro impianto biancoceleste da 50mila a 47mila posti
Mentre i riflettori dei media restano puntati sulle vicende di campo, dietro le quinte prosegue a ritmo serrato il lavoro strategico per il futuro impianto della Lazio. Lontano dai clamori e dalle tensioni tra dirigenza e tifoseria, il team di architetti incaricato dal club biancoceleste ha raggiunto una fondamentale intesa ufficiosa con la Soprintendenza per sbloccare lo Stadio Flaminio. A svelare i dettagli dell’operazione è il quotidiano Il Messaggero, evidenziando le modifiche sostanziali apportate al piano originario per superare i vincoli architettonici dell’area.
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La contrazione della capienza per tutelare lo Stadio Flaminio
Per incassare il via libera delle Belle Arti e conformarsi alle prescrizioni di tutela paesaggistica, il progetto firmato dall’architetto Marco Casamonti ha subito un’importante revisione. La capienza complessiva della nuova casa della Lazio scenderà dai 50mila posti originariamente previsti a 47mila spettatori. Un ridimensionamento necessario per abbassare l’altezza totale della struttura — copertura inclusa — e allinearla a quella del vicino Auditorium progettato da Renzo Piano, parametro indicato dalla soprintendente Daniela Porro come limite massimo invalicabile.
L’armonizzazione architettonica dello Stadio Flaminio nel Distretto del Contemporaneo
La scelta del Campidoglio di procedere con cautela risponde alla necessità di proteggere la delibera di pubblico interesse da futuri ricorsi. Il nuovo Stadio Flaminio dovrà infatti integrarsi in modo armonico nel cosiddetto “Distretto del Contemporaneo”, un quadrante ad alta concentrazione di capolavori architettonici che comprende il Foro Italico, il MAXXI, il Palazzetto dello Sport e i ponti storici sul Tevere. Le interlocuzioni quotidiane tra i progettisti e Palazzo Massimo puntano a garantire una perfetta convivenza visiva e urbanistica con il contesto circostante.
Il nodo della pensilina di Nervi nello Stadio Flaminio
Un ulteriore snodo cruciale della trattativa riguarda la storicizzata copertura progettata da Pier Luigi Nervi. Abbandonata all’usura dal 2012, la pensilina originale presenta evidenti segni di ammaloramento. Le prime simulazioni tecniche condotte dallo staff della Lazio avrebbero evidenziato l’opportunità di rimuoverla per ragioni di pubblica incolumità. La decisione finale spetterà alla Commissione regionale per il Patrimonio culturale del Lazio, in attesa che vengano effettuate le ufficiali prove di carico con appositi pesi per stabilire la tenuta strutturale dell’opera.