N’Diaye: «Alle Final Eight dimostreremo il nostro valore». Sul paragone con Keita…

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© foto lazionews24.com - Lazio: la firma di Lamine N'Diaye

N’Diaye, protagonista con la Primavera della Lazio, è pronto al grande salto: «Più parlano di me più mi sento responsabilizzato. Io come Keita? Lo stimo molto. Lavoro ogni giorno per dimostrare le mie qualità»

Arrivato a gennaio dal Renate, Lamine N’Diaye è diventato uno dei pilastri della Primavera della Lazio allenata da mister Bonatti. Il giocatore dopo l’amichevole contro la Juniores della Lupa Roma, è stato intervistato da Lazio Style Channel.

SULLA PARTITA – «Scherzando con mister Bonatti, spesso il tecnico mi dice di dare consigli ai compagni. Io e Folorunsho oggi abbiamo dato indicazioni a chi era in campo, è stata una bella esperienza per fare gruppo. Comunque il nostro allenatore era in panchina e mi dava suggerimenti. Il tecnico ci ripete che, prima di diventare calciatori, dobbiamo crescere come uomini e quindi dobbiamo affrontare le varie esperienze da soli e imparare a cavarcela autonomamente perché in campo andiamo noi, anche se lui è al nostro fianco pronto a darci una mano. Ci ha responsabilizzati molto. L’amichevole? Questi test sono importanti per chi trova meno spazio o ha bisogno di mettere minuti nelle gambe. Allo stesso tempo, ci consente di provare nuovi meccanismi, aumentare i ritmi di gioco e migliorare nel possesso palla».

OBIETTIVI PERSONALI E DELLA SQUADRA –  «Il mio percorso in biancoceleste mi ha fatto crescere tanto. Da subito i ragazzi e il mister mi hanno aiutato. Prima non giocavo tanto, poi ho ripreso il ritmo e ora mi sento molto meglio. Dal punto di vista umano, il tecnico lavora tanto su di noi e io avevo molto bisogno di questo. Mi stuzzica, sa gestirmi e aiutarmi, i miei difetti si stanno limando. Nelle esperienze precedenti ho commesso alcuni errori e sono stato mal etichettato. Ho 18 anni, sbaglio come tutti. Non sono stato perdonato, ma nella vita si riparte sempre e sono contento di essere qui. Abbiamo fatto tanto per arrivare ad alti livelli, ma ci manca ancora qualcosa. In campo mettiamo sempre voglia e cattiveria per conquistare il successo, ma dobbiamo migliorare nel gioco e nella sicurezza nei nostri mezzi. Nessuno ci ha regalato nulla, se siamo primi è perché abbiamo lavorato e ce lo meritiamo. Ci manca solo un pizzico di consapevolezza».

LE FINAL EIGHT – «Rivediamo molto le nostre gare, questa settimana abbiamo studiato la sfida contro il Verona e il mister ha evidenziato gli errori commessi. Incassato il gol abbiamo subito iniziato a buttare via il pallone; quando siamo sereni, invece, riusciamo a esprimere un buon calcio. Le due partite che mancano ci servono per imparare a non accontentarci. Nella nostra mente di ragazzi di 18 anni, potremo staccare un po’ la spina perché siamo alle finali, ma gli ultimi 180 minuti della Regular Season sono importanti anche per poter crescere nel gioco espresso. Dobbiamo convincerci che non siamo lì per caso e le squadre che affronteremo alle Final Eight dovranno rispettarci come noi faremo con loro. Dobbiamo restare sul pezzo, il mister sa come gestirci. Le finali sono importanti, questi 25 giorni serviranno per crescere ulteriormente. Riguardo la nostra duttilità tattica, anche io sono migliorato molto. Guardiamo le posizioni degli avversari e conseguentemente noi sappiamo come schierarci».

BONATTI – «Spero che mister Bonatti resti anche il prossimo anno, è un tecnico che fa crescere molto i calciatori, soprattutto fuori dal campo. I ragazzi che arriveranno saranno fortunati se saranno guidati da questo tecnico. Post Keita? Non ho paura, più parlano di me e più mi sento responsabilizzato. Stimo Keita, lo guardo allenarsi tutti i giorni, resto ammaliato dalle sue qualità. Lavoro per dimostrare il mio valore».