Nicchi: «Il calcio senza il Var non è possibile!». Malagò: «Alla UEFA ho chiesto…»

Nicchi
© foto Sampnews24

Il presidente dell’AIA Nicchi e quello del CONI Malagò hanno detto la loro sull’utilizzo del Var nelle coppe europeee e sulla possibilità di evitare numerosi disastri arbitrali

L’operato di alcuni arbitri internazionali è stato ampiamente messo in discussione. Tra le ultime decisioni del direttore di gara non condivise dalla maggioranza degli addetti ai lavori, la ‘parata’ di Alexander-Arnold sul tiro di El Sharaawy in Roma-Liverpool. E dunque, se in Italia molti tifosi non hanno accolto bene l’introduzione del Var, sia il presidente dell’AIA che quello del CONI hanno espresso la volontà di introdurre la moviola anche nelle coppe europee. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Marcello Nicchi si è espresso in questo modo: «Var? Noi siamo partiti in anticipo perché abbiamo un gruppo di arbitri fantastico. Dobbiamo lavorare ancora, migliorare, ma i risultati sono ottimi e un calcio senza Var non è possibile. Per carità, abbiamo sbagliato e lo faremo ancora. Capita ai giocatori, succede agli arbitri. Ma i vantaggi della tecnologia sono evidenti. Semifinali di Champions? Ma no, ci sono state delle sviste pesanti e molte ai danni delle nostre squadre, ma è frutto della casualità. Certo, gli errori gravi sarebbero stati cancellati con la Var. E per questa ragione sono convinto che quanto prima avremo la tecnologia anche in Uefa».

MALAGO’ – Poi, sempre sul noto quotidiano sportivo sono state pubblicate le dichiarazioni di Giovanni Malagò: «Per dovere e rispetto istituzionale sono stato in Uefa a parlare con Ceferin, che stimo molto per il suo pragmatismo e concretezza. Dopo aver parlato dell’organizzazione di uno dei gironi dell’Europeo 2020 a Roma e della partita inaugurale all’Olimpico, dove è coinvolto anche il Coni per l’Olimpico, abbiamo affrontato il tema della Var. A nome delle società di Serie A ho chiesto come mai la Uefa non l’ha ancora adottata, considerando l’incredibile importanza delle coppe europee e gli interessi sportivi ed economici che muove. Risposta? Ceferin mi ha spiegato che è solo una questione di tempo. Ultime giornate? In vista delle ultime giornate, sarà scontato ma va ripetuto, alla classe arbitrale chiedo equilibrio e saggezza anche per certi aspetti e valutazioni: non ci scordiamo che la Var non è una scienza, punto. Ci sono gli elementi umani che devono entrare nell’ordine delle idee, di chiamarla e di valutarla». 

 

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