Lulic: «La fascia da capitano è un orgoglio. Juve? Sempre favorita, ma ce la metteremo tutta»

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Prima finale da capitano per Lulic. Il bosniaco – durante la conferenza stampa – presenta la gara di domani sera contro la Juventus

Sul tavolo il trofeo, ai lati mister Inzaghi e Senad Lulic. Prima conferenza con la fascia da capitano al braccio, ma di certo non la prima da leader. Domani sera, il terzino avrà il compito di guidare i suoi compagni contro l’armata bianconera ed alzare finalmente il trofeo al cielo. Nel frattempo ecco le sue parole, dalla sala stampa dello Stadio Olimpico:

Cosa si prova a giocare la prima finale con la fascia da capitano? La preparazione?

«Sono molto orgoglioso e sono contento di poter scendere domani in campo con la fascia da capitano, sperando di poter vincere questa coppa insieme ai miei compagni. Abbiamo fatto una preparazione lunga, abbiamo lavorato bene. Il nostro primo obiettivo è dare il massimo e portare questa coppa a casa».

Hai caricato i tuoi compagni ricordando i precedenti?

«Ogni giocatore, se c’è possibilità di giocare una finale, non ha bisogno di essere caricato. Non devo caricare nessuno, domani è una finale. Sappiamo tutti quello che dobbiamo fare e come».

Quando entri in campo contro la Juve devi anche combattere anche contro la paura?

«Sappiamo che la Juve è sempre favorita, è difficile batterli. Noi ce la metteremo tutta, abbiamo giocatore forti e speriamo di riuscire a battere questa Juventus».

Come hai visto i nuovi?

«Sono ragazzi splendidi. Si sono integrati benissimo nel gruppo. Domani non so chi giocherà, qualsiasi giocatore domani scenderà in campo dovrà dare il massimo».

Gli errori da non commettere?

«Quelli che abbiamo commesso nella finale di Coppa Italia. Evitare tutte quelle piccole cose che ti fanno prendere gol. Sfruttare al massimo le occasioni che avremo».

Hai sempre continuato a dare il massimo. Negli ultimi anni la Lazio non ha mai avuto capitano che avessero un forte attaccamento alla squadra e alla società? Quanto questo ti inorgoglisce?

«Da giocatore bisogna dare sempre il massimo, siamo pagati per questo. Diventare capitano non è una cosa semplice. Ringrazio compagni, società e mister per avermi dato questa possibilità. Io non mi fermo e giocherò come ho fatto negli anni precedenti».

 

 

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