Luiz Felipe: «La Lazio per me è tutto, voglio stare qui per tanti anni. Nazionale? Potrei giocare con l’Italia…»

© foto Officialazio - Marco Rosi

In occasione del suo compleanno, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, il difensore biancoceleste Luiz Felipe

Compleanno e posto da titolare ormai acquisito per Luiz Felipe, neo 21enne e padrone della difesa della Lazio. Il brasiliano nel pomeriggio ha parlato ai microfoni della radio ufficiale biancoceleste: «Sono diventato vecchio ormai compiendo 21 anni (ride, ndr). Lavoro sempre al massimo, sin da quando ero in Brasile. Qui in Italia a Salerno ho imparato tanto con la tattica e ora non devo fermarmi per ottenere soddisfazioni. Il mister sceglie chi gioca e ho rispetto delle sue decisioni, ora sto giocando e devo continuare così. Sapevo che all’inizio sarebbe stato difficile, ma tutti mi hanno aiutato: Caceres, de Vrij, Radu, Wallace, guardando loro ho imparato tanto. Tutti ci sentiamo titolari, poi decide il mister. Sto lavorando per questo, sono in un buon momento ma devo continuare».

GLI INIZI – Luiz Felipe continua ricordando la mattinata passata a scuola (qui l’articolo): «Oggi ero felice, era la mia prima volta da giocatore. Mi ricordavo quando ero bambino io e tifavo per i calciatori. Mi ha lasciato un calore e un entusiasmo incredibile. I primi passi li ho mossi a Itu a cui sono rimasto affezionato, ho fatto 6 anni bellissimi lì. Ho iniziato in una squadra della scuola della mia città e lì ero il più giovane. In campionato ho giocato poco ma dalla prima partita mi hanno voluto. Poi ho fatto Under 15,16 e 17 e poi sono arrivato lì in Brasile in prima squadra. Rigore con il Milan? Ho sbagliato, ma bisogna andare avanti. Mi dispiace per i tifosi chiaramente, stavo bene psicologicamente per calciarlo ma purtroppo è andata male”.

LAZIO e NAZIONALE – «La Lazio per me oggi è tutto, mi ha aperto la porta per mostrare il mio valore. Voglio fare tanti anni qui perché mi piace la città e voglio indossare questa maglia sempre per dare il massimo. Nel tempo libero sono sempre a casa, spesso vado da Felipe, Wallace o Bastos, oppure sto con la mia ragazza. Bastos e Wallace sono due persone fantastiche che porto ad esempio. Sto lavorando anche per questo, è un mio obiettivo in futuro. C’è anche la possibilità con la maglia dell’Italia perché ho la doppia nazionalità avendo origini italiane da parte di mia mamma e di mio padre».

FINALE STAGIONE – «Dobbiamo sfruttare la sosta per tornare carichi e affrontare queste partite come finali. Quello che è passato è passato, ora siamo concentrati sul nostro obiettivo, la Champions, e l’Europa League. Dobbiamo vincere queste gare così siamo in Europa, fare il nostro e poi vediamo. Le partite italiane sono più tattiche, mentre in Europa il gioco è più aperto e libero. In Serie A ci sono tanti avversari difficili come Mandzukic e Pavoletti, attaccanti scomodi da marcare. Idoli? Da de Vrij imparo molto, lo ascolto perché è più grande di me. Mi piace molto Thiago Silva come difensore, così come Sergio Ramos. Prima giocavo sempre a sinistra, poi ho giocato anche al centro e a destra, non faccio differenza. Dove serve vado. Inzaghi mi diceva sempre che prima o poi sarebbe arrivato il mio momento. Quando è arrivato ero pronto e lui mi ha aiutato tanto, insieme a tutto lo staff. Leiva? E’ un leader, 10 anni di Liverpool, un esempio per tutti: è come un papà per me, una grande persona dentro e fuori dal campo».

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