Lazio, una sconfitta non vale una stagione, così come una vittoria il titolo

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Una Lazio a due velocità, un primo tempo quasi perfetto poi il crollo nella ripresa. Niente alibi ma ci sono ancora undici partite

Fa male, inutile negarlo. Per una squadra che non sapeva più cosa voleva dire perdere fa male, ancora di più lo fa il modo in cui la sconfitta è arrivata. Primi trenta minuti che hanno riavvolto il nastro e che fanno in un soffio tornare indietro di quattro mesi quando le nostre vite erano ancora ben lontane dall’essere stravolte dal coronavirus. 30 minuti di un gigante di nome Milinkovic e 30 minuti da Lazio, di Lazio. Poi il tempo accelera bruscamente, si torna alla realtà, e allora questi quattro mesi pesano, sulle gambe ancor prima che sulla testa. Era impensabile che la Lazio durasse una partita intera anche se, per come si era messo il risultato, era impensabile anche perdere in quel modo. Fa male perché nonostante le defezioni comunque la squadra di Inzaghi aveva indirizzato il match sui giusti binari e quindi si, fa male ma bisogna accettarlo.

La sconfitta di ieri non deve far perdere la lucidità e non deve far perdere di vista tutto il buono di questa stagione. L’Atalanta era la peggior squadra che si potesse incontrare in questo momento, e la Lazio è caduta con tutti gli scarpini nella trappola bergamasca fatta di corsa e ripartenze guidata da un Gasperini in tribuna che tra la finale di Coppa Italia e la gara di andata qualche sassolino dalla scarpa voleva toglierselo.

La nota positiva è che non c’è tempo di rimuginare sul fatto, certo alcuni errori sono da correggere, alcune posizioni da gestire meglio perché in effetti il primo e il terzo gol erano evitabili e forse la Lazio pre pandemia non si sarebbe fatta beffare. C’è però la possibilità del riscatto, sabato si torna in campo contro la Fiorentina tra le mura amiche, seppur vuote, dello stadio Olimpico. E allora testa alta e lavorare perché il sogno scudetto ha subito un brusco stop ma finché la matematica non condanna niente deve essere dato per scontato. La Lazio deve fare il suo percorso, una sconfitta non vale una stagione così come una vittoria non sarebbe valsa il titolo. Era solo la prima, ci attendono altre 11 finali.