Lazio-Torino: sfida tra le fabbriche del goal “made in Italy”…

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«I Precedenti & Le Curiosità» di Lazio-Torino, gara valida per il “Monday-night” della 28esima giornata…

Dal match di andata, disputatosi all’Olimpico di Torino, tante cose sono cambiate.  I granata, protagonisti di una grande partenza in campionato, si trovarono a dover cozzare contro il carattere e la determinazione di una Lazio che riuscì prima a pareggiare con Immobile, per poi passare in vantaggio con Murgia, prima di subire la beffa finale con Ljajic. Proprio quella partita, infuse nei ragazzi di Inzaghi, la consapevolezza di poter rivelarsi un avversario ostico per qualsiasi compagine, come si è poi difatti rivelato sin seguito. A distanza di cinque mesi, le due compagini si ritrovano di  nuovo di fronte, confermando le impressioni che avevano dato all’epoca; i granata, in una tranquilla posizione di classifica, a soli tre punti dall’ottavo posto occupato dalla Fiorentina, i biancocelesti, in piena lotta per un posto in Europa. Ci sarà dunque da divertirsi lunedì sera, sul terreno dell’Olimpico che sarà però prima calpestato dalla Nazionale di rugby, attesa dalla gara del Sei Nazioni contro la Francia.

I precedenti – Sono 123 i precedenti tra le due squadre. Il bilancio complessivo, vede in leggero vantaggio il Torino con 37 vittorie a 33, mentre il segno X è comparso in 53 circostanze. Pari invece, per quanto riguarda il numero di reti segnati; sono  147 a testa per l’esattezza. La prima assoluta, si perde nella notte dei tempi. Era il 21 Maggio del 1925 (un giovedì) e sul campo “Rondinella”, il match si concluse con il punteggio di 1 a 1.

Il goal made in Italy – In Lazio-Torino, è il goal a farla da padrone.  C’è grande attesa difatti per la sfida tra i migliori bomber italiani del momento; da un lato Immobile, giunto a 16 sigilli, dall’altro Belotti, che guida la classifica marcatori con ben 22 sigilli, proprio lo stesso numero che fu sufficiente all’attaccante napoletano (stagione 2013/2014) per vincerla con indosso la stessa casacca granata. Una coincidenza particolare, che potrebbe portare fortuna al collega originario di Calcinate che sotto la guida del suo mentore, un ex laziale doc come Mihajlovic, punta a consacrarsi nell’olimpo della massima serie. Niente male insomma per i due attaccanti della Nazionale italiana che attraversano un momento di forma strepitosa. L’ex Siviglia, è reduce dal goal nel derby e dalla doppietta di Bologna, il “gallo”, da una tripletta al Palermo, e sicuramente non  sono intenzionati a fermarsi sul più bello. Pronti insomma, a sfidarsi per segnare il maggior numero di reti ma anche per ritrovarsi al più presto, insieme,a guidare l’attacco azzurro che verrà…. Intanto dalle parti di Formello si sono cautelati. E quale migliore arma, per fronteggiare  un toro dalle punta  affilatissime,se non quella dell’amuleto Salas, venuto a far visita quest’oggi ai suoi ex compagni? Ci voleva proprio un vero “matador”, per domare ed ipnotizzare con il suo panno rosso,la pericolosità dei suoi temibili e furiosi attacchi.

Curiosità – Che non sia una partita da X, lo si può intuire dal grafico dell’andamento delle due compagini. La Lazio di Inzaghi, è reduce da ben 7 risultati utili consecutivi (6 vittorie ed un solo pari), mentre i ragazzi di Mihajlovic,hanno sin qui segnato ben 51 reti (appena  cinque  in meno rispetto ai rivali della Juventus e a sette lunghezze   dalla Roma, che attualmente vanta il miglior attacco). Nelle ultime quattro uscite con Palermo, Fiorentina, Roma e Pescara, sono stati addirittura 14 i goal messi a segno (una media di 3,5 a partita). E’ anche vero però, che il ruolino di marcia dei granata, è stato sin qui a due marce; una quinta, tra le mura amiche ed una timida seconda, in trasferta dove la vittoria manca dal mese di Novembre (2 a 0 sul campo del Crotone). A proposito di  F. Anderson; si è parlato tanto in questi giorni, del suo problema con il goal. Negli ultimi anni però, i piemontesi sono stati una della sue vittime preferite; tra il mese di Marzo ed Ottobre del 2015, li castigò difatti con due doppiette. Una in trasferta (segno del destino, si giocò anche allora di lunedì sera) ed  una all’Olimpico (3 a 0 con prima rete di Lulic). Tutti segnali insomma, che sia giunto il momento di tornare ad essere decisivo come allora …

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