Lazio, in Italia piovono accuse: «Fascisti». Ma in Argentina…

adesivi antisemiti
© foto Twitter @dureghello

Adesivi antisemiti, ecco le diverse reazioni che ha avuto la vicenda nei giornali italiani e in quelli argentini

La situazione legata agli adesivi antisemiti apparsi in Curva Sud non è stata – ovviamente – priva di conseguenze. La Lazio ed i suoi tifosi – attaccati su più fronti – si sono difesi invitando ad evitare qualsiasi generalizzazione. L’ultima provocazione che i sostenitori della prima squadra della Capitale non hanno digerito arriva dalle pagine de ‘Il Fatto quotidiano’, dove è apparsa una vignetta nella quale si paragona la porta della Lazio all’ingresso di un campo di concentramento. 

ARGENTINA – Mentre in Italia le polemiche attorno al caso Anna Frank non accennano a placarsi, la vicenda ha trovato spazio anche nelle pagine dei quotidiani argentini, in particolare in quelle di Diario Olè. Il giornale ha dato spazio ai commenti di alcuni addetti ai lavori – iniziando da Julio Martinez – che si è espresso in questo modo: «Il presidente della Lazio porterà 200 tifosi al campo di concentramento di Auschwitz? Dovrebbero portali anche in Giappone, Iran, Siria, Afghanistan e Palestina, paesi che sono stati e sono vittime del sionismo». Continua Olivier Cuervo: «Vi lamentate sempre di queste cose, ma non delle bandiere di Che Guevara o dei comunisti. Nessuno è un santo! Per me ognuno deve avere la propria ideologia, anche se – come detto – da una parte puniscono e dall’altra no». Rincara la dose Ivan Alejandro Avila: «Ci vogliono imporre un pensiero unico, ma Stati Uniti e Israele hanno fatto più mortidi tutti. Hanno la pretesa di dire cosa sia giusto e sbagliato. Altra cosa: il diario di Anna Frank si è scoperto essere una bugia». Infine, il pensiero di Gaston Robles: «Gli ebrei dominano il mondo con le loro banche che sottomettono l’umanità». Parole molto pesanti a dimostrazione di come il caos creato abbia varcato anche i confini nazionali.