Adesivi Anna Frank, tra fotomontaggi e attacchi mediatici: Lazio ancora vittima del sistema

adesivi antisemiti
© foto Twitter @dureghello

Gli adesivi di Anna Frank incollati sulle vetrate della Curva Sud hanno fatto scalpore: un nuovo pretesto per attaccare la Lazio e i suoi tifosi in un momento in cui l’ambiente ha trovato l’unione

Avremmo voluto parlare di calcio. Avremmo preferito discutere dell’ottimo momento in campionato della squadra di Inzaghi. Oggi però ciò non è possibile perchè la Lazio è in prima pagina su tutti i quotidiani per motivi extrasportivi. Non è questa la sorpresa, non si tratta del primo attacco mediatico volto a destabilizzare l’ambiente. E non siamo certo qui per giustificare i protagonisti dell’episodio, o per schierarci da una parte piuttosto che dall’altra. Ci preme sottolineare come per l’ennesima volta la stampa e le televisioni siano riuscite a creare un caso nazionale su quella che oggettivamente è una situazione priva di basi logiche. Ci sono dei paradossi su cui non è stata fatta alcuna chiarezza, ma per i giornali il colpevole è già noto, sono i tifosi della Lazio. Perchè gli steward non hanno scritto alla Lega alcun referto al termine del match? Perchè si è iniziato a parlare delle figurine soltanto a distanza di quasi 24 ore? Perchè la necessità di far girare immagini pubblicate nel 2013 (l’adesivo di Anna Frank con la maglia della Roma)? Perchè lo stesso scalpore non è suscitato quando gli eventi sono accuduti a parti invertite? Perchè non utilizzare le telecamere montate allo Stadio Olimpico per riconoscere e punire gli autori dell’iniziativa anziché gettare fango su l’intera tifoseria? La risposta è semplice: la Lazio in Serie A dà fastidio, sta occupando in classifica la posizione di società che (a differenza di quella biancoceleste) hanno speso fior di milioni in sede di calciomercato e oggi si trovano indebitate fino al collo e lontane dagli obiettivi progettati in estate. L’errore dei tifosi laziali è quello di essere caduti nella trappola di qualcuno che non vuole affatto il bene del nostro club. Ma oggi più che mai bisogna restare uniti. Squadra, società, tifosi (ultras e non). Perchè il razzismo non è una tendenza che appartiene a questo popolo. Perchè se tre o quattro persone attaccano sulle vetrate dello stadio degli adesivi antisemiti, non significa che tutti i laziali lo siano. Oggi la Lazio è finita nuovamente sotto attacco, sta a noi difenderla con ogni mezzo.