Lazio come punto di partenza o di arrivo?

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La compagine biancoceleste alterna annate eccezionali ad altre deludenti, tutto questo è ovviamente legato al calciomercato ed ai giocatori che scelgono di trasferirsi in altri club

La Lazio targata Simone Inzaghi è arrivata quinta al termine di una stagione esaltante e fuori da ogni più rosea aspettativa. Questo perchè il tecnico piacentino è riuscito in breve tempo a far quadrare la squadra e a farsi rispettare come un leader nello spogliatoio. Non bisogna però dimenticare che la Lazio quest’anno deve davvero tanto ai suoi calciatori, soprattutto ai prezzi pregiati quali Biglia, Keita, Immobile e Milinkovic. I primi due sono gli indiziati che molto probabilmente la prossima stagione vestiranno un’altra maglia, quella rossonera del Milan per il regista argentino mentre per l’esterno ispano-senegalese sono in ballo trattative con vari club, tra cui oltre ai rossoneri, c’è anche la Juventus.

LAZIO COME PUNTO DI ARRIVO – Un tempo la Prima Squadra della Capitale era vista come un traguardo importantissimo nella carriera di un calciatore, soprattutto nell’era Cragnotti, quando le ambizioni erano grandi e il livello della squadra di pari passo. La Lazio moderna pecca di costanza, alterna periodi costellati da prestazioni eccellenti ad altri anonimi e privi di soddisfazione. Forse proprio questo fatto rende l’interesse per la squadra a tratti dibattuto. Giocatori come Ciro Immobile e Marco Parolo la vedono come una grandissima destinazione per la loro professione, altri non la pensano in questo modo.

LAZIO COME PUNTO DI PARTENZA – Molti giocatori hanno “sfruttato” il club biancoceleste come un trampolino di lancio per la loro carriera, parliamo dei vari Lichtsteiner, Kolarov, Pandev, Candreva, Hernanes e dei già citati Keita e Biglia. Chissà che un giorno la Lazio torni ad essere uno dei club più ambiti da ogni calciatore?