Lazio, Insegno: «Spesso sembra che i biancocelesti non abbiano motivazioni»

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Pino Insegno ha parlato della situazione in casa Lazio

Uno dei migliori doppiatori italiani ma soprattutto un grande tifoso della Lazio. Stiamo parlando di Pino Insegno che, intervenuto ai microfoni di Calciomercato.it ha fatto il punto della situazione in casa biancoceleste. Ecco ciò che ha detto.

STAGIONE IN CORSO – «Finora questo campionato non è stato altro che il proseguimento di quello scorso. Inzaghi sta provando a dare motivazioni a un gruppo che spesso sembra non averne. Si continua a vivere sui giocatori che la società ha scoperto, sperando sempre che i nuovi ripercorrano le orme dei vari Luis Alberto, Milinkovic. I ricambi non sono all’altezza dei titolari. Io il turnover non lo farei, ormai bisogna affidarsi ai soliti 13, massimo 14 elementi».

CASO IMMOBILE-INZAGHI – «Sono cose che succedono in una squadra, ma bisogna lavare i panni in famiglia e non farle uscire fuori. Inzaghi in quel caso è stato duro quanto basta. Ora sta diventando un allenatore, mentre prima era un calciatore in panchina, si sta trasformando da baco da seta in farfalla. Simone prende le decisioni da tecnico e non più da collega dei giocatori”. E Inzaghi, per Insegno, ha fatto bene a restare alla Lazio: “Io sono convinto che un allenatore debba diventare un po’ come Ferguson. Quando un tecnico conosce la piazza, la sa gestire, è meglio che resti, ovviamente se fino a quel momento ha lavorato bene. Peraltro credo che a Inzaghi abbiano fatto delle promesse importanti. Champions? Secondo me la Lazio può arrivare in Champions League, ma bisogna avere la convinzione di essere una grande squadra e dare continuità alle vittorie in modo da crearsi un’identità».

LE DICHIARAZIONI DI ZEMAN – «Le ambizioni di Lotito sono quelle di mantenere i conti in equilibrio, cosa comunque invidiabile. Se però non fai un passo leggermente più lungo, nella tua vita non migliori. La Lazio non rischia mai sotto il profilo economico, e invece credo che sia arrivato il momento per fare il salto di qualità che tutti i tifosi si aspettano. Da questo punto di vista, in effetti, il presidente è poco ambizioso», conclude così Insegno.