Lazio, altro che punto debole: hai la seconda miglior difesa

© foto acerbi

Arrivati al giro di boa, si possono fare bilanci su quello che, ad inizio anno, era considerato il peggior reparto della Lazio

Da anni ormai si sa che il vero punto debole della Lazio sia la difesa: non ci sono mai stati elementi all’altezza, se non uno o due, della situazione capaci di gestire situazioni difficili ma anche apparentemente semplici.

Da quest’anno il vento sembrerebbe soffiare in un’altra direzione: il riparto arretrato della squadra biancoceleste è più solito e compatto, dando l’impressione di essere invalicabile. I numeri confermano questa tendenza, ed infatti la difesa Laziale è la seconda meno battuta del campionato insieme a quella della Juventus, con soli 17 gol subiti. L’esperienza di Acerbi ha reso possibile che giocatori giovani come Luiz Felipe, Bastos e Patric potessero crescere con lui al fianco. La potenza di Radu non può che essere un fattore importante quando si affrontano avversari molto fisici. Sicuramente hanno influito positivamente anche le prestazioni di Leiva e Strakosha: il mediano sradica dai piedi avversari qualsiasi pallone circoli nel suo raggio d’azione, mentre il numero uno biancoblù da’ un’incredibile sicurezza tra i pali. Una peculiarità della fase difensiva della squadra di Inzaghi è che quando si perde palla o gli avversari impostano il gioco, il primo pressing arriva sempre dagli attaccanti, a dimostrazione che i primi difensori sono gli attaccanti stessi. Come abbiamo dimostrato la grandezza della difesa della Lazio non sta nei singoli forti che, sicuramente agevolano il compito, bensì in una collettività straripante ed unita pronta ad aiutarsi in ogni modo possibile. I risultati ne sono la dimostrazione.

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