Lazio, quando diventi grande?

Acerbi
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Tonfo all’Olimpico e sogni Champions spezzati

La Lazio è piccola. Sì la Lazio ha ancora bisogno di crescere, i suoi giocatori hanno bisogno di crescere. Quello che è andato in scena all’Olimpico ha dimostrato la semplice,     nuda e cruda verità la Lazio è piccola e con molta probabilità non merita un palcoscenico così grande come la Champions.

La Lazio è piccola di fronte a una piccola, anzi a una piccolissima squadra come il Chievo già retrocesso con una vittoria in 32 partite di campionato e 11 punti in classifica. E invece di essere gigante e di archiviare la questione la Lazio ha fatto la piccola, Milinkovic ha fatto i capricci e si è fatto espellere lasciando la squadra in 10 praticamente per tutta la partita, Luis Alberto ha fatto i capricci nel finale e si è fatto espellere per un applauso ironico all’arbitro. Sugli altri poco da dire, eccetto Caicedo, il risultato parla da se.
Non ci sono appigli a cui aggrapparsi: non c’entrano gli arbitri, nessun alibi per una squadra che non regge la pressione e che quest’anno ha fallito tutte le chance che un campionato mediocre come quello italiano gli ha donato. 1 punto in 4 partite che, tralasciando il Milan, erano Spal, Sassuolo e Chievo, ad oggi se la Lazio avesse fatto almeno la metà di quello che avrebbe dovuto starebbe guardano Roma e Milan dal quarto posto.
Mister Inzaghi ieri in conferenza stampa ha detto “Dobbiamo voltare pagina” si ma il libro è quasi finito e le pagine rimaste sono pochissime, così come lo sono le speranze di arrivare in Champions. Perché è vero che la matematica ancora non condanna i biancocelesti ma è pur vero che dopo quanto visto ieri anche il più ottimista ha dovuto guardare in faccia alla realtà. E se anche i proclami social hanno stufato i tifosi allora forse la cosa migliore in questo momento sarebbe stare in silenzio, riflettere e imparare dai proprio errori per non essere eterni Peter Pan.