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Insegno sulla contestazione dei tifosi: «Il nostro è un atto d’amore. Da Lotito basterebbero poche parole…»

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Pino Insegno, noto tifoso biancoceleste, ha detto la sua sulla contestazione dei tifosi capitolini, su Lotito e su Sarri

Il noto artista e tifoso laziale, Pino Insegno, ha rilasciato importanti dichiarazioni nel video di Brigata Lazio intitolato “Nel buio, la luce”, in cui ha discusso della contestazione che sta coinvolgendo i tifosi biancocelesti. Insegno, insieme a Mattia Briga e Alessandro Di Battista, ha approfondito temi riguardanti la Lazio, la sua identità, e le dinamiche tra i tifosi, la società e il club.

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Insegno sulla contestazione e l’identità della Lazio

Insegno ha parlato del legame profondo che unisce i tifosi alla Lazio, sottolineando come il club rappresenti un’identità importante. Secondo lui, nonostante il crescente discontento, la protesta è ancora un atto d’amore, una dimostrazione di affetto per la maglia. Ecco le sue parole:

LA LAZIO E LA CONTESTAZIONE«La Lazio ha una dimensione, ha un’identità. Quando sai come ti chiami, a che ora sei nato, dove sei nato e chi c’era vicino a te quando sei nato, è importante: è una cosa che ti dà veramente una collocazione, come si dice anche nei brand commerciali. Ora si è assottigliata totalmente la differenza tra una Curva e una Tribuna Montemario, tra una Tevere e una Sud. Non c’è più nessun tipo di divisione. C’è un giudizio unico nei confronti di questa situazione, e riuscire a mettere d’accordo tutti non è stato facile. Il nostro è un atto d’amore. Stare fuori dallo stadio mentre c’è una semifinale di Coppa Italia… se ce l’avessero detto qualche anno fa, avremmo risposto: ‘Ma che stai a dì? Io lì dentro ci sto pure se mia moglie divorzia’. Eppure è un forte atto d’amore».

LOTITO, IMMOBILE E SARRI«Da Lotito basterebbero poche parole: ‘Chiedo scusa, non abbiamo una lira, stiamo vicini’. Quanto sarebbe bello allo stadio vedere Oddi, Nanni, Signori, Lulic… E invece là dentro non c’è nessun laziale. Perché Immobile è un’auto usata che non funziona più? Ha fatto più di 150 gol, tu dovresti inchinarti e ringraziarlo come facciamo tutti noi. Noi siamo un popolo di fratelli, l’ha detto anche Sarri. L’influenza della Lazio è fortissima, lui è arrivato qui e si è innamorato, non puoi non farlo».

DIALOGO E RITORNO ALLE ORIGINI«La cosa bella sarebbe riuscire ad avere dei confronti veri, non a distanza. Ma ora è impossibile».

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