Esclusiva – Lazio Club Poland, Nawrocki: «Lotito, prendi Zielinski! E quella notte a Varsavia…»

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Esclusiva Lazio News 24 – La passione del Lazio Club Poland: dalla tragica notte di Varsavia all’ultimo derby vinto 3-1

I più attenti sicuramente avranno notato a Ponte Milvio, in occasione dell’ultimo derby di campionato, una bandiera firmata dal «Lazio Club Poland». Nella fredda nazione est-europea è presente una piccola rappresentanza di tifosi biancocelesti, che affolla spesso le tribune dello stadio Olimpico di Roma. LazioNews24.com ama raccontare le vicende e la storia di questi speciali sostenitori, ha aggiunto alla propria ‘collezione’ anche l’esclusiva a Wojciech Nawrocki, fondatore del gruppo che si occupa delle relazioni esterne. Così di seguito vi proponiamo la piacevole conversazione.

Come è nata la tua passione per la Lazio e che valore ha nella tua vita?
«Sono un fan biancoceleste dagli anni Novanta. Le Tv polacche iniziarono in quel periodo a trasmettere la Serie A, la prima gara che vidi fu un Lazio-Milan. L’atmosfera era grandiosa e da quel giorno io sentii il bisogno di assistere ad un match dal vivo. Adesso per me la Lazio è più di una squadra di calcio, ha come qualcosa di religioso. Amo la storia del club, u colori, lo stile del tifo e la sua gente, è fantastico quel momento in cui i giocatori fanno un goal. Ad oggi ho assistito in diretta a 12 incontri, oltre a quel famoso match di Europa League a Varsavia, quando non potemmo raggiungere lo stadio perchè la polizia ci arrestò. In 8 di noi tifosi polacchi fummo costretti a trascorrere due giorni in prigione e poi ci portarono in tribunale. Ci lasciarono liberi perchè non trovarono nulla contro di noi».

 

Qual è il tuo match preferito a cui ha assistito dal vivo?
«Fra tutte gli incontri che ho visto allo stadio Olimpico, quello che ho vissuto con maggiore soddisfazione è stato l’ultimo derby (Roma-Lazio 1-3 del 30 aprile 2017). Intanto perchè abbiamo vinto, ma anche perchè ho festeggiato al meglio il mio 38° compleanno».

Siete molti tifosi laziali in Polonia? Avete mai pensato all’idea di fondare un club?
«In questo momento siamo un gruppo di buoni amici e questo ci basta. Abitiamo in parti differenti della nostra Nazione, tutti abbiamo oltre i trent’anni e quindi ognuno di noi ha problemi familiari da gestire. Non abbiamo il tempo di creare e stare dietro un vero fans club. Forse se ne parlerà in futuro. Siamo dodici buoni amici, tre di noi vivono in Italia in un paesino non lontano da Roma».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come giudichi la stagione della Lazio e il lavoro svolto da Inzaghi?
«Il nostro allenatore ha fatto un gran lavoro, mi ha sorpreso. Ad esser sincero, ero un po’ scettico nei suoi confronti, ad inizio stagione lo consideravo un tecnico senza esperienza che non avrebbe potuto far bene. Inzaghi invece ha ottenuti buoni risultati e diversi giocatori sono cresciuti sotto la sua guida».

Biglia, Keita e de Vrij potrebbero lasciare la Lazio. Se potessi scegliere di trattenerne uno, chi non faresti partire?
«Vorrei che restassero tutti ma, come diciamo in Polonia, ‘la schiavitù non ti rende un buon lavoratore’. Se Keita o Biglia vogliono andar via, vendiamoli e investiamo. Sono contro il calcio moderno, non credo più ai calciatori che dicono di amare la maglia, perchè appena trovano l’opportunità se ne vanno».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pensi ci sia qualche giocatore polacco che possa fare al caso della Lazio?
«Si, Piotr Zielinski del Napoli è perfetto per noi, ha superato il momento di ambientamento. E’ davvero un buon giocatore. Ha ormai grande esperienza in Italia, avendo giocato a Udine, Empoli e Napoli, conosce bene la Serie A. Comunque vorrei rivolgere un messaggio ai tifosi della Lazio: tirate fuori la fede e andiamo a vincere lo Scudetto ancora una volta!».