ESCLUSIVA – Ballotta: «Lazio, che stagione! Strakosha? Per altri dieci anni i biancocelesti sono a posto!»

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Marco Ballotta, storico portiere biancoceleste, è intervenuto ai nostri microfoni per commentare vari temi di attualità, ma non solo

L’ex portiere biancoceleste Marco Ballotta, che oltre ad avere un invidiabile palamarès, detiene il record come calciatore più longevo ad aver giocato sia in Champions League che  in Serie A, è interventuo – in esclusiva- ai nostri microfoni per commentare i temi principali di questo periodo.

Come sta vivendo questa situazione di emergenza legata al Coronavirus? «Dobbiamo rimanere a casa. Fortunatamente ho la possibilità di avere un pò di spazio esternamente e quindi non sono segregato all’interno. Si fanno tutte le cose che non avresti fatto durante l’anno non avendo il tempo, come per esempio riordinare e mettere a posto. Se fosse solo questo il sacrificio per risolvere il problema, si fa volentieri».

Parlando di calcio, come valuta la stagione della Lazio? «Penso che per ricordare una stagione del genere dobbiamo tornare indietro agli anni 2000. Questa squadra sta facendo un’annata impressionante che sinceramente non mi aspettavo di così alto livello. Indubbiamente, dopo tanti anni di lavoro, pochi cambiamenti a livello di organico e con un eccellente Inzaghi, stanno arrivando dei risultati importanti. Peccato per questa stagione particolare che non si sa bene come andrà a finire. Vediamo se si potrà ripartire o meno. Resta il fatto che la Lazio sta facendo una stagione esaltante».

Secondo lei, ci sono delle analogie e delle differenze tra la Lazio attuale e quella dello scudetto?

«Sinceramente, di analogie ne vedo poche. Forse solo quella a livello di risultati. Anzi, la Lazio di Simone sta battendo tutti i record e dopo 23-24 partite senza perdere, vuol dire che c’è del concreto dietro, non è una casualità. Per quanto riguarda le differenze, penso che la Lazio dello scudetto, nell’organico globale, prendendo giocatore per giocatore, era di un livello superiore, c’era un contesto di campioni diverso . Questo fa capire l’eccellente lavoro che sta svolgendo Inzaghi con i giocatori: li sta facendo rendere al 100%, stanno giocando bene ed hanno un obbiettivo nella testa. Un’altra grande differenza tra la Lazio del 2000 e questa è che noi avevamo quasi l’obbligo, con la squadra che si era venuta a creare di vincere, mentre loro stanno giocando liberamente. Se vengono dei risultati importanti ben venga, però quando sei lì è indubbio che ci pensi e questo potrebbe essere l’unico problema, caricare di responsabilità, ma vedo che non lo stanno facendo. Ci sono tutte le condizioni giuste per arrivare fino in fondo. Bisogna solo capire quanto questa sosta condizionerà una o l’altra squadra».

Se lo sarebbe mai aspettato che Inzaghi diventasse un grande allenatore?

«No, che diventasse un grande allenatore, non me lo sarei aspettato. Però passano gli anni, le persone cambiano, si cresce e si matura. Lui ha sempre vissuto di calcio, ha dedicato la sua vita al calcio e ancora lo sta facendo. Merito a lui che ci ha creduto e adesso sta ottenendo dei risultati veramente importanti. Con la rinuncia di Bielsa, è partito il suo lavoro di allenatore in un certo modo perché invece di andare alla Salernitana è partito dalla Lazio, ma è stato bravo a prendere in mano la situazione. Ha sfruttato l’occasione, ma non è una casualità.»

Un giudizio su Strakosha?

«Finalmente e dico finalmente, Strakosha inizia ad avere un rendimento costante, come tutta la squadra. Io continuo a dire che la Lazio per 10 anni ha il portiere in casa. Deve migliorare, come quest’anno ha fatto, nel rendimento, senza avere alti e bassi. Essendo giovane può migliorare molto, anche se già si trova ad un buon livello. Grazie al suo carattere sta prendendo in mano la difesa e si sta imponendo bene. Questo vuol dire che sta crescendo nella maniera giusta. Miglior portiere del mondo? Dico Alisson, ha qualcosa in più degli altri e mi è sempre piaciuto».

Pensa che Buffon possa superare il suo record?

«Può essere. Soprattutto dopo questa situazione particolare che si è venuta a creare e che non so come finirà. Se Buffon ha ancora la voglia di giocare e di mettersi in discussione negli allenamenti e nelle partite, a fine anno deciderà se continuare o meno. E‘ l’unico che potrebbe arrivare a quel record, a meno che la Juve non decida di ringiovanire il ruolo o di cambiare qualcosa, è da vedere. Comunque non c’è dubbio che lui è l’unico che possa battere il mio record».

Riccardo Bonaventura

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