De Martino: «La nostra festa spaventa gli altri. Lazio di Inzaghi? La più forte dell’era Lotito»

de martino
© foto www.imagephotoagency.it

Nel giorno del 118esimo compleanno della Lazio, le dichiarazioni di De Martino, responsabile della comunicazione biancoceleste

In un giorno di fondamentale importanza per il popolo biancoceleste, il responsabile della comunicazione della Lazio Stefano De Martino è intervenuto ai microfoni di Radiosei per commentare la ricorrenza: «Centodiciotto anni sono tanti. Sono all’estero, ma ho visto in diretta cosa accadeva a Piazza della Libertà ed in generale a Roma. Una festa bellissima e che spaventa gli altri, chi non può vantare una storia come la nostra. Una ricorrenza importante soprattutto per l’aria che si respira in Italia e all’estero, la Lazio è rispettata per il gran bel gioco che sta esprimendo. Questa è la Lazio più forte in assoluto della presidenza Lotito. Abbiamo giocatori osservati da tutto il mondo. C’è un gruppo importante frutto di lavoro della società, so che tipo di impegno e voglia di far bene c’è. E’ un momento importante, vorrei non finisse mai soprattutto per quanto riguarda la coesione dell’ambiente e la risposta che si dà all’esterno quando c’è qualche questione».

SERIE B«In quegli anni si soffriva indubbiamente, però era un’insegnamento di vita andare allo stadio. Non ho risentimento per questo tipo di riconoscimento, la storia non l’abbiamo rinnegata. C’è chi se l’è tatuata. 118 anni sono importanti tutti, anche quelli meno belli che di fatto hanno fidelizzato i tifosi. Anzi, quel percorso ha trasmesso la lazialità, ce l’abbiamo solo noi. Chi ha vissuto quegli anni è legato a Poli, a Magnocavallo. Era una Lazio a cui ti attaccavi anche di più, un senso di appartenenza e voglia di difenderlo. Sono importanti tutti gli anni, anche questi che mi ricordano bei momenti trascorsi con la famiglia».

RAPPORTI INTERNAZIONALI«Sono all’estero per lavoro, ci sono rapporti che si stringono a livello internazionale per iniiative che si realizzeranno. Seminiamo anche fuori dai confini nazionali…»