Gli occhi del romano, la grinta del laziale: «Gli altri te chiamano Cataldi, ma per me sei sempre stato Danilo»

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Riproponiamo un nostro pezzo su Danilo Cataldi che nel derby del 3 dicembre diede sfogo a tutta la sua lazialità, reagendo contro Strootman e Rudiger

La Lazio è una cosa seria e solo chi ce l’ha dentro può capirlo. Per tutta la settimana qualcuno si è divertito ad offenderla e quando arriva il momento della battaglia, mantenere la calma è davvero difficile. Se poi ci si mette un olandese che gioca a fare il coatto diventa praticamente impossibile.
Gli altri te chiamano Cataldi, ma per me sei sempre stato Danilo. Sei il Danilo pischelletto che ho visto esulta a Gubbio dopo la doppietta in finale contro l’Atalanta. Sei il Danilo che ha esordito da titolare in Serie A nel giorno in cui la maglia bandiera faceva il suo ritorno. Sei il Danilo a cui Mauri e Radu hanno ceduto la fascia per meritocrazia e non per regalo. Sei il Danilo che a distanza di tanti anni, m’ha fatto pensa ad una nuova storia d’amore dopo Nesta.
A te che di Formello conosci a memoria anche le mattonelle devo solo dire grazie.
GRAZIE per non esserti fatto passa niente sotto al naso.
GRAZIE per avermi fatto sentire lì in campo al tuo fianco mentre difendevi il nostro simbolo.
GRAZIE per esserti travestito da Simeone nel momento in cui subire in silenzio sarebbe stato più facile.
GRAZIE per aver stimolato in un popolo intero, quella lazialità nascosta dietro l’alibi di una gestione pessima.
GRAZIE per aver fatto scattare in piedi la panchina come non vedevo da tempo. GRAZIE per aver accettato l’ingiustizia e per essertene andato da signore, come solo i laziali sanno fare.
GRAZIE per aver risposto a chi gioca a fa il romano, ma in estate era già del Chelsea.
GRAZIE per aver imbruttito al 4° uomo dopo quel rigore ridicolo.
GRAZIE per essere il vanto di una tifoseria intera.
Da troppo tempo non vedevo un tifoso vestito da calciatore, ma GRAZIE a te ho capito che questo sogno stava tornando ad essere realtà. GRAZIE A TE se perderò altri derby lo farò sempre con il petto gonfio e il sorriso sulle labbra, perché sei tutto quello di cui ha bisogno un tifoso di una squadra di calcio.
GRAZIE DANÌ, perché nel calcio ci si rincontra sempre, avoglia se ci si rincontra! E quando ci rincontreremo con quegli altri, quelli che si vantano d’ave le bandiere, l’olandese e la sua bottiglietta chissà in quale città staranno, mentre tu starai sempre lì, al posto tuo; perché tu sei come noi: bello, fiero e laziale.
GRAZIE DANÌ, perché pur di vedere gente come te, indossare la maglia che amo, ne sacrificherei altri 100 di derby.
GRAZIE DANÌ, perché nel bene e nel male, tu sarai sempre uno di noi.

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