Calciomercato – Sartori: «Incontrerò la Lazio per trattare diversi giocatori»

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Il ds dell’Atalanta si è espresso sulle varie trattative che possono nascere in sede di calciomercato con la Lazio

Lazio e Atalanta, previsto un intreccio di calciomercato. Nella prossima sessione di trasferimenti potranno essere messe in atto diverse trattative fra le due società e per saperne di più la redazione di Radio Incontro Olympia ha contattato il ds bergamasco Giovanni Sartori. Il dirigente neroazzurro ha parlato inizialmente di Etrit Berisha: «È stato protagonista di una buonissima stagione. Siamo rimasti molto contenti e penso lo sia anche lui. All’Atalanta ha fatto un campionato intero ed è arrivato al 4° posto. Con la Lazio non abbiamo ancora parlato perché l’ultima giornata è alle spalle da pochi giorni. Dall’inizio della settimana prossima inizieremo a discuterne».

PETAGNA – Discorso che si sposta poi sull’attaccante della Nazionale: «La Lazio non ci ha chiesto ancora niente, vedremo di parlare di tutto. Fermo restando che per Berisha abbiamo un diritto di riscatto che intendiamo esercitare. Vedremo come».

GOMEZ – Una battuta di Sartori poi sul gioiello della Dea: «E’ il capitano dell’Atalanta. Tutti pensiamo che sarà lui il punto di partenza per una stagione internazionale. Mi viene in mente Denis che fece un percorso simile e rimase altri 5 anni. Non è necessario darlo via».

GERMONI E CATALDI – Nelle trattativa ci potrebbe essere spazio per delle contropartite: «Confermo il fatto che mi piacciono entrambi. Sono due buoni giocatori. Noi necessitiamo di prendere tre calciatori che abbiamo già individuato. Una volta acquistati ci fermeremo e ragioneremo. Ci sono una serie di giovani già nostri e dovremo capire se potranno darci una mano. Dunque Germoni e Cataldi piacciono ma non rientrano per ora nei nostri piani».

QUARTO POSTO – In chiusura un accenno sulla posizione di campionato strappata alla Lazio proprio sul gong: «Complimenti a Gasperini. E’ stato frutto del lavoro di una società in cui tutti hanno dato il massimo, dal primo all’ultimo membro, sotto la regia di un grande allenatore. Io non sono Mago Merlino, e lui neanche (ride, ndr). Semplicemente la squadra ha fatto grandi cose e il tecnico ha saputo valorizzare tutti».