Caceres a 360°: «Lazio importante in Europa e nel mondo. Derby? Spero di giocarlo e segnare…»

Apollon-Lazio
© foto Twitter @OfficialSSLazio

In una lunga intervista, il neo acquisto Martin Caceres svela alcuni retroscena della sua carriera e l’arrivo alla Lazio

Sceso in campo per la prima volta con l‘Aquila sul petto mercoledì sera contro il Milan, Martin Caceres – unico acquisto della Lazio in questa sessione di calciomercato – ha dimostrato di poter dare un importante contributo alla causa biancoceleste. L’uruguaiano si è raccontato ai microfoni di Lazio Style Channel, partendo dagli inizi della sua carriera: «Da bambino ho iniziato per divertirmento come tutti. Sono andato a giocare con un piccolo club del mio quartiere e da lì ho iniziato a correre dietro un pallone. Hanno visto che ero bravino e allora sono andato in prova con il Defensor Sporting, dove sono stato oltre dieci anni, debuttando a 18. E’ stato un bel percorso. A 19 anni sono diventato capitano e mi trovavo bene pur non essendo tra i club più importanti del paese.».

RUOLO«Sono sempre stato difensore: come ora terzino o centrale, ma sempre difensore. Non ho preferenze, mi è capitato di giocare in tante posizioni. Ovunque gioco comunque do il mio meglio».

EL PELADO«Un giorno avevo i pidocchi e mia madre mi tagliò i capelli a zero, da lì in poi allora hanno iniziato a chiamarmi ‘pelado’».

BARCELLONA«Ho vissuto calcisticamente un percorso molto ricco. Al di là delle vittore ho giocato con campioni che non avrei potuto immagine di incontrare. E’ stato un anno magnifico. Ho vinto la Champions League, un trofeo che potresti pensare di non sollevare mai. Io invece l’ho alzato al cielo a 20 anni insieme alla Copa del Rey e al campionato».

JUVENTUS, SIVIGLIA E…LAZIO«La Juventus è la squadra che ricordo di più visti i tanti anni passati a Torino. Sono stato anche due stagioni al Siviglia, dove ho passato un periodo magnifico in cui ho imparato tante cose. Ora sono arrivato alla Lazio e cercherò di indossare questa maglia nel miglior modo possibile. Da Sudamericano ho la Garra (la grinta, ndr)».

GLI ANNI A TORINO«Il 2009 è stato bello per tutti. La stagione non è finita come volevamo, ma ho avuto la fortuna di giocare anche qui con tanti compagni forti. Poi ho trovato il primo gol in Serie A proprio contro la Lazio (ride, ndr). Ero in prestito con diritto di riscatto. La Juve poi mi ha comprato e sono stato lì più di cinque anni: me li sono goduti alla grande, ho potuto giocare in un grande club e con ottimi giocatori. Il secondo anno abbiamo vinto il secondo titolo di gila. Alla fine vincemmo anche il terzo scudetto di fila, ormai era l’obiettivo principale per noi. La squadra era talmente forte che cercavamo di vincere ogni trofeo, compresa la Supercoppa a Shangai contro la Lazio».

IL SOUTHAMPTON E IL RITORNO IN ITALIA«Volevo cambiare dopo aver assaporato il campionato spagnolo e italiano, il migliore in assluto. Ho fatto tante partite al Southampton e mi sono trovato bene. Ora ho avuto la fortuna di tornare in italia grazie alla Lazio. Ringrazio l’Hellas per questi sei mesi, mi hanno dato fiducia per tornare in Italia e da parte di Pecchia quella per scendere in campo in continuità».

NAZIONALE«E’ bello giocare in Europa con il proprio club, ma difendere i propri colori è la cosa migliore che possa esistere. La Coppa America è stato l’unico trofeo che ho vinto in Nazionale. Giocavamo in casa dell’Argentina e li battemmo ai quarti, sconfiggendo tanti giocatori importanti. Tirai io l’ultimo rigore, fu un piccolo passo per arrivare alla finale col Paraguay. Ogni volta che c’è la possibilità allora vado in Nazionale, perché quella maglia è la più bella da indossare».

MUSLERA E GONZALEZ«Alvaro lo conosco bene dai tempi del Defensor: io ero ragazzino e lui giocava già in prima squadra. Mi portata a casa in macchina e siamo stati tanti anni in Nazionale insieme. Anche con Muslera ho avuto un rapporto molto stretto, avevamo anche lo stesso procuratore».

GOL«Gol bellissimi non ne ho mai fatti, il più importante è stato il rigore all’Argentina. Allenatori? Da Silva, il mio primo allenatore nel Defensor, mi ha fatto debuttare tra i professionisti. In Europa ho imparato tanto da Guardiola. In Italia Conte è stato molto importante. Allegri è una bella persona e un ottimo allenatore: è simpatico, ama scherzare».

FAMIGLIA«Ho due figli: Martina e Léon. Sono in Uruguay e quando c’è la sosta vado a trovarli. Lazio? E’ un club molto importante in Europa e nel mondo. In questo ultimo periodo sta facendo benissimo, ha un’ottima classifica. Cercheremo di fare il meglio e vincere più partite possibili. Quando sono arrivato mi hanno accolto benissimo, è un bel gruppo e proverò a fare il mio contributo. Derby? Spero di giocarlo, i compagni non me ne hanno ancora parlato. So che è una partita molto calda qui a Roma, se dovessi scendere in campo mi auguro di fare del mio meglio. Gol? Volentieri (ride, ndr).

 

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