Zero punti e tante note positive: Lazio, ecco perchè il bicchiere è mezzo pieno

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L’analisi di Juventus-Lazio, gara della seconda giornata di campionato terminata con il punteggio di 2-0 per i bianconeri

Zero. Un numero che porta negatività (e anche tanta) in casa Lazio. Più che giustificata però, quando le giornate trascorse sono due e le avversarie di turno si chiamavano Napoli e Juventus, le squadre che nella passata stagione si sono contese lo scudetto fino alla fine. Bicchiere da vedere assolutamente mezzo pieno, complici anche le tante indicazioni positive arrivate dalla giornata di ieri. Su tutte la solidità difensiva, figlia di un ritrovato Wallace, finalmente tornato ai livelli del primo anno, se non superiore e di Acerbi, il leader tecnico e carismatico di cui aveva bisogno la Lazio.

LIMITI – Come è normale che sia, più forte è l’avversario, più in evidenza vengono messi i limiti dell’altra squadra. Dal punto di vista del lavoro e della crescita complessiva del gruppo, è un bene che queste due gare contro Napoli e Juventus siano capitate all’inizio, con Simone Inzaghi che ha potuto toccare con mano, tutti i difetti da limare. Non sarebbe stato un miracolo fare almeno un pareggio nei primi 180 minuti, ma nemmeno ci si poteva andare che la Lazio dominasse gli avversari. Con un pizzico di fortuna in più, i biancocelesti avrebbero potuto ottenere ben altro da questi due incontri, basti semplicemente pensare al palo di Acerbi con il Napoli allo scadere. Per il resto c’è poco da rimproverare ma allo stesso tempo molto da lavorare, soprattutto nel reparto offensivo, punto di forza della passata stagione. Nelle prime uscite Luis Alberto e Milinkovic sono stati ampiamente insufficienti, di conseguenza ne ha risentito anche Immobile, poco assistito e soprattutto poco rifornito di palloni giocabili. Senza dimenticare gli infortuni di Lukaku, Berisha e Luiz Felipe, tre calciatori al livello dei titolari. Ora la Lazio si è tolto il dente doloroso delle prime due giornate con Napoli e Juventus. Quando entreranno in condizione Luis e Sergej anche Ciro ne troverà giovamento e lì si potrà cambiare marcia. Dopo l’avvio in salita, finalmente arriva la discesa.

THE WALL(ACE) – Dal terrore alla sicurezza. Wallace su Cristiano Ronaldo: questo l’incubo di tutti i tifosi biancocelesti. L’incubo che diventa un sogno a suon di anticipi puliti. Palla a terra o alta non fa differenza. ‘Wally’ c’è! Sempre puntuale, non sbaglia mai nonostante al cospetto ci sia il calciatore più forte al mondo. A tratti lo annulla, ma in generale riesce ad annullarlo per tutta la durata della gara. CR7 riesce solo a viziare il gol di Pjanic (posizione più che sospetta) e a girarsi nella ripresa chiamando Strakosha al miracolo. Il fenomeno portoghese rifila anche un pugno a palla lontana al brasiliano, che non lo ha mai lasciato respirare. Da applausi nel secondo tempo l’anticipo di testa sugli sviluppi di calcio d’angolo, non ravvisato da Irrati e i suoi assistenti che assegnano rinvio dal fondo. Promosso a pieni voti Wallace che ha anche i numeri dalla sua: 4 respinte, 6 palloni recuperati, 6 duelli vinti e 12 intercetti. Alla base di tutto non va mai dimenticato il suo diretto avversario: Cristiano Ronaldo. Partita strepitosa che consegna a Inzaghi un altro titolare in attesa del recupero di Luiz Felipe. In realtà è tutto il settore difensivo c he al contrario della scorsa stagione sembra essere più collaudato e sicuro, merito anche del centrocampo che ha offerto un gran filtro. Nella prima uscita mancava Leiva e con Badelj lontano dalla condizione migliore, la Lazio era andata in difficoltà subito dopo la prima mezz’ora. All’Allianz Stadium invece, fino al raddoppio di Mandzukic, i biancocelesti hanno dimostrato di essere vivi, andando più volte alla ricerca del pareggio. Una volta arrivato il gol del croato, le speranze capitoline sono crollate, ma nella ripresa la Lazio più della Juventus aveva dato la sensazione di poter colpire. Senza sottovalutare che Allegri, ha rinforzato la linea mediana, schierando un 4-3-3 e accontonando il 4-2-3-1, proprio per contrastare lo strapotere fisico biancoceleste e non andare in inferiorità numerica a centrocampo. Due partite, zero punti. Niente Paura, mancano ancora 36 giornate al termine e ironia della sorte, l’ultima volta che la Lazio partì così male in campionato era la stagione 2006/2007. Come andò a finire? Con l’ultima qualificazione dei biancocelesti ai gironi di Champions League.

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