Adesivi antisemiti, due turni a porte chiuse per la Lazio. L’Avv. Gentile: «Nessun possibilità di persecuzione»

Class action avvocato gentile
© foto @Lazionews24

Oggi, negli uffici di Via Po, si è aperto il dibattimento sul caso degli adesivi antisemiti attaccati da alcuni laziali in Curva Sud. A margine del processo ha parlato l’avvocato della Lazio Michele Gentile


AGGIORNAMENTO DEL 19/01 ORE 17:30
– La richiesta della Procura Federale è arrivata: due turni a porte chiuse e ammenda di 50.000 euro per la società biancoceleste. La Lazio ovviamente chiederà il non luogo a procedere, non potendo rispondere dei comportamenti di alcuni individui che sono stati prontamente identificati e sottoposti a Daspo. Dopo il processo Federale, l’avvocato della Lazio Gian Michele Gentile ha parlato ai microfoni dei cronisti presenti: «La procura ha chiesto due turni di sospensione, partite a porte chiuse e 50mila euro di ammenda. In difesa abbiamo fatto tutto quello che si poteva, seguito le istruzioni date dal GOS (Gruppo Operativo Sicurezza, ndr) prima della partita e adottato tutte le misure possibili. Non avevamo la possibilità di perquisire 15 delinquenti che si sono portati dietro 23 francobolli, perché le misure di queste figurine erano di 8 centimetri per 6 e non sono state portate sugli spalti, ma buttate in terra nei corridoi dello stadio. Il rappresentante della procura federale in campo non ha visto niente, quindi ritengo che non avendo la società la possibilità di perquisire il tifoso che va allo stadio, di fronte al delinquente che si porta la pistola o qualunque altra cosa che non si vede e non viene esposta al pubblico, ci sia una impossibilità di responsabilità. Ho aggiunto anche che, secondo quelli che sono gli ultimi orientamenti della stessa procura, in caso di manifestazioni discriminatorie, viene calcolata anche la ricezione delle urla, dei buu o delle cose di questo genere. Per cui se è al di sotto di una certa percentuale, 25-30% non si procede. Queste figurine le avranno viste 30 o 40 persone e quindi anche sotto questo profilo ho chiesto il non luogo a procedere ed evitare qualunque erogazione di sanzione. Se chiederemo la sospensiva? Giocando mercoledì non credo che si siano i tempi per procedere. Vediamo che succede, perché ripeto è un episodio fuori da ogni precedente. Ho sollecitato il tribunale a dare particolare attenzione proprio per l’anomalia e l’eccezionalità dell’episodio». Giovedì è prevista la sentenza, il mondo Lazio attende risposte.

ARTICOLO PUBBLICATO IL 18/01/2018 ALLE 22.09

Parte il processo. E’ arrivato finalmente il momento di fare chiarezza sugli adesivi antisemiti apparsi sulle vetrate della Curva Sud nel corso di Lazio-Cagliari. Oggi – scrive ilmessaggero.it – si terrà il dibattimento sull’episodio che ha avuto come protagonisti tredici ragazzi della Lazio. Il legale del club dovrà ribadire in aula l’impossibilità di rintracciare nella situazione una responsabilità evidente della società, visto l’esiguo numero di persone che ha riguardato.

SANZIONI – Le richieste di sanzione di Pegoraro non usciranno comunque prima del 22 gennaio. Questo permetterà alla Lazio di avere a disposizione i giorni necessari per presentare il ricorso. La sentenza che esce dal primo grado di giudizio sarà immediatamente esecutiva, dunque i biancocelesti avrebbero corso il rischio di giocare a porte chiuse la gara contro il Chievo. Contrariamente, dopo il giudizio di lunedì, la Lazio chiederà – con tutta probabilità – la sospensione dell’esecuzione del provvedimento. In questo caso, la sanzione sarebbe congelata con Udinese e Milan, e potrebbe interessare la partita contro il Genoa del prossimo 5 febbraio.

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