Conferenza stampa Gattuso: «In passato sono stato vicino alla Lazio! Conosco la passione della piazza. Storia che si tramanda...» - Lazio News 24
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Conferenza stampa Gattuso: «In passato sono stato vicino alla Lazio! Conosco la passione della piazza. Storia che si tramanda…»

Conferenza stampa Gattuso: l’allenatore della Lazio interviene dopo la partita contro il Venezia

Gennaro Gattuso, tecnico della Lazio, interviene in conferenza stampa nel post partita del match della 5a giornata del campionato di Serie A 2026-2027 contro il Venezia. Le sue parole:

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LA CONFERENZA STAMPA DI GATTUSO

ANALISI GARA – «Se fossimo andati all’intervallo sotto di due gol, il Venezia non avrebbe rubato assolutamente nulla. Abbiamo approcciato male la partita, l’avevamo preparata diversamente. Nel primo tempo eravamo lunghissimi, spaccati in due blocchi, giocando praticamente a ping pong: andavamo sempre per vie centrali perdendo palla e non siamo mai stati aggressivi. È stata una delle frazioni più brutte da quando siedo su questa panchina. La lettura però era semplicissima: avevamo sei uomini contro le loro due punte, con poca pressione addosso. Nel secondo tempo abbiamo aggiustato le cose lavorando bene in ampiezza e posizionando i centrali da braccetti con Belahyane a inserirsi: da queste giocate sono nati il rigore e il gol del raddoppio».

GRUPPO, MERCATO E ICARDI – «I meriti di questi risultati vanno attribuiti interamente alla squadra. È un gruppo straordinario che dal primo giorno lavora con eccezionale professionalità e dedizione. C’è un clima di serenità tale che per me è un vero piacere allenarli: proprio per tutelare questa armonia ho detto no all’arrivo di Icardi. Avendo una sola gara a settimana non è facile per tutti trovare spazio, specie quando in rosa ho quattro difensori centrali uno più forte dell’altro, ma il mio compito è sbagliare il meno possibile e metterli nelle condizioni ideali. Inizialmente pensavo di non fare mercato, poi sono arrivati profili funzionali e per questo ringrazio la società, con cui abbiamo valutato ogni profilo senza fretta. È merito loro anche la crescita di chi l’anno scorso trovava meno spazio e oggi è protagonista».

ESULTANZA, SOSTA E TIFOSI – «La mia esultanza sotto il settore ospiti è stata del tutto spontanea. Questa vittoria era fondamentale perché ora perderemo ben otto giocatori per la sosta delle Nazionali: affrontare tre settimane di pausa reduci da una sconfitta è un macigno, lo provavo anch’io da calciatore, mentre quando si vince si lavora molto meglio. I nostri tifosi sono estremamente educati e la piazza vive bene il momento senza metterci pressioni addosso, fermo restando che la pressione interna c’è sempre quando guidi un club come la Lazio».

PIAZZA «In passato sono stato vicino alla panchina della Lazio due o tre volte. Sapevo già quanto fosse viscerale la passione attorno a questi colori, con una storia incredibile che si tramanda di padre in figlio. All’interno del club ho trovato persone laziali al 100%, gente che piange di gioia dopo i successi e che ti si stringe attorno nei momenti difficili, oltre a uno staff e a dipendenti che lavorano con una dedizione fuori dal comune».

CLASSIFICA E GIOVANI – «Non dobbiamo assolutamente guardare la classifica né alimentarci di facili entusiasmi, anche se stare in alto ti dà la carica per lavorare con ancora più serietà. Il nostro obiettivo primario resta la tranquillità: mancano ancora 27 punti per essere al sicuro, poi faremo tutti gli altri ragionamenti. Durante la pausa daremo cinque giorni di riposo ai ragazzi e disputeremo due amichevoli a Formello, una con l’Arezzo e una con un club di Serie B. Su Przyborek? È un giovane del 2007 davvero molto interessante, che purtroppo ha risentido di un problema all’adduttore».

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