News
Le novità sullo Stadio Flaminio e la lettera aperta a Lotito: tanti dubbi sul piano finanziario dei biancocelesti

Stadio Flaminio, un banchiere anonimo solleva interrogativi sul progetto della Lazio: le ultime sul futuro della casa dei biancocelesti
Una nuova lettera pubblicata sulle colonne de Il Tempo riaccende il dibattito intorno al progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio e alla valutazione economica della Lazio. Il testo, firmato da «Un banchiere anonimo», è rivolto direttamente al presidente Claudio Lotito e contiene una serie di considerazioni tecniche sul Piano economico-finanziario, con particolare attenzione alla sostenibilità bancaria dell’operazione.
L’autore ricorda inizialmente le precedenti difficoltà incontrate da Lotito con gli advisor in occasione del tentativo di entrare nell’azionariato di Alitalia. Secondo il banchiere, anche il lavoro svolto per il Flaminio presenterebbe alcuni aspetti meritevoli di ulteriori chiarimenti.
I dubbi sul finanziamento trentennale
Il primo punto riguarda la struttura del finanziamento. Nel piano sarebbe prevista una durata di 30 anni, già considerata particolarmente lunga rispetto a operazioni simili. Alla scadenza resterebbe inoltre una rata finale di circa 85 milioni di euro, che dovrebbe essere rifinanziata. Ecco le parole:
IL FINANZIAMENTO – «Durata prevista: 30 anni, già decisamente lunga rispetto a operazioni analoghe. E dopo 30 anni resterebbe una maxi-rata finale di circa 85 milioni di euro da rifinanziare. Un po’ come nei finanziamenti per le automobili, solo che qui parliamo di uno stadio».
LA BANCABILITÀ DEL PROGETTO – «Qualche chiarimento al suo advisor lo chiederei, anche per evitare che possa sorgere il dubbio che la struttura finanziaria prospettata debba ancora trovare piena condivisione con il sistema bancario».
LA VALUTAZIONE DEL CLUB – «È più che legittimo che lei, da azionista, possa volere quella cifra. Diverso è quanto la Lazio possa valere secondo criteri finanziari».
La lettera non rappresenta una valutazione ufficiale né una perizia sul progetto, ma pone una serie di interrogativi destinati ad alimentare ulteriormente il confronto sul futuro del Flaminio e sulle prospettive societarie della Lazio.

