Hanno Detto
Lotito: «La Federcalcio è una pseudo istituzione! Servono le norme per rifondare il calcio»

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha parlato in occasione dell’audizione tenuta da Andrea Abodi davanti alla 7ª commissione. Le dichiarazioni
Il calcio italiano sta affrontando un momento di profonda crisi dopo la mancata qualificazione ai Mondiali 2026 e le dimissioni di Gabriele Gravina dal ruolo di presidente della FIGC. E’ di estrema attualità la questione relativa al rinnovamento di questo sport, come ampiamente dibattuto nel corso dell’audizione tenuta da Andrea Abodi, ministro per lo Sport e i Giovani, davanti alla 7ª commissione.
Audizione a cui ha preso parte pure il presidente della Lazio Claudio Lotito, peraltro senatore di Forza Italia, che ha toccato diverse tematiche:
ATTUALITA’ – «Sono da ventidue anni nel calcio, mi spiace constatare che il Parlamento ha abdicato ai propri ruoli, con la scusa dell’autonomia dello sport. Nessuno la intacca. Le leggi si scrivono, poi ci sono le norme interne della Federcalcio, per carità. Oggi seguiamo regole previste in un calcio romantico, dove c’era il patron-coglion che metteva i soldon e andava tutto bene. Oggi gli interessi sono diversi, la visibilità è mondiale e le ricadute sul piano dell’immagine o identitario sono completamente diversi».
PROBLEMATICHE – «Passa attraverso le riforme, e le leggi le fa il Parlamento. Nel momento in cui deleghi a una pseudo istituzione come la Federcalcio, che non si capisce se è pubblica o privata si determina una situazione abnorme».
CHIACCHIERATA CON INFANTINO – «Abbiamo fatto una lunga chiacchierata. La prima norma la deve fare il Parlamento: i dilettanti valgono il 34%, e i soldi vengono dalla Serie A. Il 20% sono i calciatori, il 10% gli allena allenatori: se si compattano decidono i dipendenti. Oggi la maggioranza è precostituita: chiunque si candidi deve scendere a compromessi. Serve un bel commissario, di altissimo profilo internazionale con una commissione sportiva che supporti il lavoro da fare».