Lazio a ritmo di musica tra Immobile, Keita e la Nord: ecco una playlist tutta ‘biancoceleste’…

© foto www.imagephotoagency.it

Protagonista indiscussa dell’estate è la musica. Per questo la redazione di Lazionews24 ha deciso di regalarvi una ‘playlist’ un po’ particolare, tutta biancoceleste

A Roma il clima è a dir poco ‘bollente’. I cittadini della Capitale cercano di trovare refrigerio riempiendo le spiagge del lungomare laziale. Sorseggiando un mojito, addentando una fetta di anguria e dando una letta alle ultime notizie di calcio, la giornata passa piacevolmente. Ma la vera protagonista dell’estate è la musica, indiscusso sottofondo della nostra quotidianità. La redazione di Lazionews24 ha deciso di fare una lista di canzoni che ci hanno fatto pensare alla ‘nostra’ Lazio, all’attuale finestra di mercato e ad alcuni giocatori particolarmente rappresentativi. Composta dagli ultimi successi e da qualche canzone non proprio recente, ecco a voi la nostra hit parade biancoceleste:

La leva calcistica del ’68  (Francesco De Gregori) – «Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore …». E se sostituissi ‘Ciro’ a ‘Nino’? Nella mente dei sostenitori capitolini si prefigurerebbe un ciuffo biondo, un paio di occhi azzurri ed un piede sempre ‘caldo’, capace di beffare i portieri delle più grandi squadre di Serie A. La descrizione risponde a un nome e ad un cognome, quelli – ovviamente – di Ciro Immobile. Arrivato nella Capitale tra i dubbi del popolo laziale, in poco tempo ha conquistato tutti, facendo ricredere coloro che non pensavano potesse essere all’altezza di Klose. La Lazio ha di nuovo il suo bomber.

Triangolo (Renato Zero)Il triangolo no, i tifosi della Lazio non l’avevano considerato. Il vero tormentone estivo di quest’anno è sicuramente il futuro di Keita. Accanto alla Lazio e al talento senegalese, è infatti ‘spuntata’ la Juventus che ha rubato il cuore a ‘Keitinha’. I segnali che arrivano si contraddicono a vicenda: prima rimane, poi vuole solo i bianconeri, forse rinnova, situazione in stallo. Insomma, è necessario fare chiarezza ed eliminare il ‘terzo incomodo’, che siano i biancocelesti oppure la ‘Vecchia Signora’.

It’s a beautiful day (U2)«E’ un bel giorno». Sbagliato. O meglio, potrebbe esserlo. Nel caso in cui, nel match contro la Juventus, la Lazio riuscisse – dopo anni di digiuno – a trionfare, il 13 agosto potrebbe essere davvero segnato sul calendario dai tifosi capitolini. Sono necessarie grinta, audacia e ambizione. La compagine guidata da Inzaghi riuscirà nell’impresa?

Sold out (Thegiornalisti) – Un cospicuo aiuto nel centrare la vittoria tanto agognata potrebbe arrivare dagli spalti di un Olimpico ‘sold out’. Lo stadio sarà pieno, si tingerà dei colori delle due squadre in gara. Laziali da una parte, juventini dall’altra, offriranno ai presenti uno spettacolo da far venire la pelle d’oca. D’altronde la Curva Nord ci ha abituato a coreografie ai limiti dell’impossibile, e chissà che riesca a sorprenderci ancora una volta…

I giardini di marzo (Lucio Battisti)– Non possiamo non parlare di Lazio se non facciamo riferimento alla poesia – cantata dall’eterno Battisti – che risuona ogni qualvolta la Lazio vince di fronte al suo popolo. Le parole della canzone entrano nel cuore di qualunque sostenitore capitolino, anche dei più reticenti, di coloro che sono decisi a non commuoversi di fronte a 30 mila anime che cantano all’unisono: «Cieli immensi e immenso amore. E poi ancora, ancora amore, amor per te». Amore puro, amore sincero, amore da vivere tutto d’un fiato, amore per la ‘nostra’ Lazio.

Come nelle favole (Vasco Rossi) – Tutti abbiamo desiderato di vivere una storia d’amore, una di quelle intense, che non dimentichi facilmente. Quelle storie che ti riempiono il cuore mentre ti bagnano gli occhi. Ecco, l’amore che c’è tra la Lazio e i suoi tifosi potrebbe essere paragonato un po’ a quello che tutti noi – magari leggendo qualche favola – abbiamo sperato di vivere, almeno una volta nella vita. Tifare per la compagine biancoceleste non è mai stato facile. La storia insegna. Avere l’aquila sul cuore, oltre che sul petto, è una scelta coraggiosa. Ma i sostenitori capitolini sono sicuri: i momenti ‘no’, i dispiaceri correlati all’essere tifoso sono ripagati da tutto quello che la Lazio regala ed insegna: la condivisione, la soddisfazione di vincere seppur in minoranza, la convinzione di non doversi arrendere mai.

Condividi
Articolo precedente
Cribari: «Lazio più forte dell’anno scorso. Keita? Tra i migliori in Europa»
Prossimo articolo
Supercoppa Juve-Lazio, il piano sicurezza della Questura