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Zoff: «Non mi sento una leggenda, solo uno che ha lavorato bene»

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Dino Zoff ha rilasciato una interessante intervista a La Repubblica: le dichiarazioni dell’ex tecnico della Lazio

Dino Zoff ha rilasciato una interessante intervista a La Repubblica. Le sue parole.

INVECCHIARE – «Invecchiare è dura ma speriamo che duri. Non mi sento una leggenda, mi sento una persona che ha lavorato bene. Ma niente di quello che ho fatto resterà. Non ho inciso su niente, potevo fare meglio, potevo fare di più. Potevo dire le parole che non ho detto».

SCIREA – «Io ero soltanto un timido che passava per migliore di quanto fosse. Quello perfetto era Gaetano Scirea, lui sì. Gaetano era l’essenza dello stile di un uomo, la forma che diventa sostanza. Mi chiedevo come facesse. Arrivai al punto di invidiarlo, anche se eravamo amici fraterni, e ora di questo mi vergogno. Lui è una Leggenda, non io».

MONDIALE 1982 – «Ci trattarono da pezzenti e questo fece ruggire il nostro orgoglio. Il gruppo, cioè il bene supremo di Bearzot, diventò un corpo solo».

FINALE – «Al Bernabeu non ne avevo più, ero scarico ma per fortuna non se ne accorse nessuno. Furono bravi i miei compagni a nasconderlo, tenendo lontani i tedeschi».