Stankovic: «Adesso di calcio non si parla. Seguiamo le regole senza mollare»

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Stankovic, le parole dell’ex biancoceleste in merito all’emergenza coronavirus e anche a quello che accade nel calcio

Anche Dejan Stankovic è lontano dalla sua famiglia e dalla Serbia ha raccontato come sta vivendo questa emergenza legata al coronavirus sulle colonne de La Repubblica.

AIUTI – «Devo tenere la mente lucida: mia moglie Ana è a Milano con mio figlio Filip mentre io sono a Belgrado con Aleksandar e Stefan, il più piccolo e il più grande. Stiamo tutti bene ma sono preoccupato, lì in Lombardia stanno accadendo cose fuori dal mondo. Si deve sempre prendere l’iniziativa. Qualcuno può pensare che sia solo pubblicità ma non mi interessa. Io so quello che ho fatto con la mia famiglia per il mio Paese. Tutti quelli che possono devono dare una mano per aiutare a salvare una vita. Serve ogni cosa: io ho donato agli ospedali serbi dei respiratori per la terapia intensiva, spero aiutino».

EX COMPAGNI«Parlo spesso con alcuni miei ex compagni di squadra: Materazzi, Chivu e Zanetti. Ci diamo informazioni sulle nostre famiglie e ognuno di noi sta aiutando come può. Sento anche Mihajlovic che è a casa in isolamento con la sua famiglia».

CALCIO – «Sono realista, adesso di calcio non si parla. Non voglio far allenare la squadra, anche se mi obbligassero direi ai giocatori di rimanere a casa. Questa emergenza va presa sul serio e vedo gente che ancora non capisce la gravità della situazione. Bisogna essere coraggiosi, intelligenti e ascoltare le regole senza mollare. L’Italia è la mia seconda casa, mi sento parte di voi. Dobbiamo amare la vita, quindi restiamo a casa ad abbracciare stretto i nostri cari».

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