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Signori: «Sarei rimasto a vita alla Lazio, mai pensato all’addio»

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Beppe Signori ha parlato del suo docufilm, sulle frequenze di Radiosei, soffermandosi sul profondo legame con la Lazio

Beppe Signori è intervenuto sulle frequenze di Radiosei per parlare del docufilm basato sulla sua carriera. Ecco le sue parole:

DOCUFILM – «Ieri sera c’è la stata la prima a Bologna del mio docu-film. C’è stata tanta emozione, anche negativa nel ripercorrere quanto avvenuto in questi dieci anni. Ora devo trasformare le lacrime in gioia, l’obiettivo adesso è quello di ripartire alla grande recuperando il tempo perso. “Il fatto non sussiste” è la mia più grande vittoria».

LAZIO – «Il segnale d’amore che mi ha sempre legato alla Lazio nasce con quella manifestazione collettiva dei tifosi che hanno imposto la mia permanenza. Il resto credo di averlo fatto in campo, con poche polemiche e tanti gol. Alla fine è quello che contava. Quando giocavo, quando sono passato al Bologna, non ho percepito che una generazione di persone è cresciuta con la mia Lazio. Essere un portabandiera di una generazione è una cosa fantastica. Se non ci fosse stato quel problema con Eriksson sarei rimasto a vita alla Lazio. Stavo talmente bene che non pensavo all’addio».

FUTURO – «Il mio sogno resta quello di riprendere il discorso per diventare tecnico. Le difficoltà ci sono, ma credo di poter essere un importante insegnante per giovani calciatori. Se così non fosse aprirò una mia accademia, dei progetti ce ne sono».